Formula 1 - Giallo Vettel, Alonso campione del mondo?

Il mondiale non è ancora finito. Forse. Un video conferma almeno due sorpassi del campione del mondo Sebastian Vettel in regime di bandiere gialle in pista. Il tedesco avrebbe superato De la Rosa, Kobayashi e Vergne in situazioni abbastanza al limite. La Red Bull rischia 20” di penalizzazione

C’è uno strano silenzio attorno ai fatti del Brasile, a quelle bandiere gialle sbandierate, a quei segnali inviati al pilota (Vettel) e quei sorpassi, tre, al limite del regolamento. Ne parlano tutti e non ne parla nessuno. Eppure le cose sembrano essere chiare: c’è più di un video, ci sono spie accese nel volante del tre volte campione del mondo, ci sono accelerate e sorpassi vietati. Semplice dire, per un esperto e addetto ai lavori, se Vettel ha in effetti commesso irregolarità o meno. Il silenzio più inspiegabile e assordante arriva, per il momento, da Maranello. È vero, la Scuderia ha tempo fino a venerdì per impugnare il risultato della gara, ma la mancanza di una vera e propria presa di posizione, a oltre 48 ore dal Gran Premio di Interlagos, proprio in questo momento in cui sto scrivendo, sorprende. Fernando Alonso, vice campione del mondo proprio a causa di questi sorpassi, lancia una frecciatina attraverso il suo contatto Twitter: “Faccio della legge corretta e rispettata il mio miracolo”, il Cavallino Rampante, forse, sta analizzando le immagini e riflettendo sul miglior modo di comportarsi.

Sono tre i sorpassi incriminati. Nel primo Sebastian Vettel si sbarazza della HRT di Pedro de la Rosa appena pochi metri prima dell’ingresso nella zona sottoposta a regime di bandiera gialla. Difficile, anche con fermo immagine, valutare e confermare l’effettiva regolarità della manovra del tedesco. Ben più chiara la seconda azione dubbia di Vettel, stavolta ai danni della Sauber di Kamui Kobayashi. A differenza di quanto fatto con de la Rosa, il pilota Red Bull supera il giapponese in piena zona gialla, all’ingresso del tratto regolare, con bandiera verde. Si vede chiaramente lampeggiare la luce gialla, si vede la spia di avviso nel volante accesa.

La situazione più discussa e presa in considerazione è quella del sorpasso ai danni della Toro Rosso di Vergne. In questo caso poi subentrano ulteriori dubbi sull’atteggiamento estremamente passivo e arrendevole dei piloti del team “cugino” della Red Bull. Vettel supera Vergne in zona di bandiera gialla e parecchi metri prima di incrociare il segnale verde. In questo caso, e a fermo immagine o manovra rallentata, alcuni hanno fatto notare la presenza di un commissario con bandiera verde in mano sulla destra del tracciato (darebbe ragione a Vettel). Altri hanno invece tirato in ballo l’importanza dei segnali elettronici, attivati direttamente dai vertici FIA impegnati nella valutazione dei vari momenti della corsa. Anche nel caso di Vergne, le spie luminose gialle presenti sul volante del tedesco risultano accese, a conferma del divieto assoluto di sorpasso alla frenata della “esse” Senna. All’ingresso della curva 3 la situazione è sempre di “caution period”. La manovra incriminata arriva sul rettifilo che porta alla curva 4 con Vettel che supera Vergne prima di raggiungere il pannello verde acceso sulla sinistra e con spie gialle del volante attivate. Quindi in zona di divieto di sorpasso.

A una prima lettura dei fatti possiamo dire di trovarci dinanzi a una manovra rischiosa ma regolare, quella ai danni di De la Rosa, e due molto dubbie, sicuramente al limite: quelli su Kobayashi e Vergne. Due rischi corsi dal tedesco in modo totalmente gratuito, soprattutto quello ai danni di Vergne. Perché rischiare tre azioni simili, nella gara più importante dell’anno e con più di mezzo titolo in tasca? Irregolari o meno, questi sorpassi giocano sicuramente a sfavore di Sebastian Vettel, pilota bravissimo, talento unico, ma ancora vittima di improvvisi e importanti colpi di testa da pressione. In caso di sorpasso con bandiera gialla, Vettel avrebbe dovuto scontare un drive through, ovvero un passaggio a velocità ridotta dai box. Cosa che sicuramente avrebbe aiutato Fernando Alonso. A gara conclusa invece la penalità inflitta a Vettel sarebbe di 20” con una retrocessione all’ottavo posto. Per questo in tanti chiedono alla Ferrari di fare ricorso e spingere il suo pilota verso il terzo titolo mondiale. La Rossa, da parte sua, ha detto di non voler impugnare i risultati della gara. Questo fino a ieri. Un’analisi più approfondita dei fatti potrebbe anche far cambiare idea agli uomini in rosso. A voler far rispettare le leggi è Fernando Alonso con quel twitt che non lascia spazio a interpretazioni. E potrebbe essere la FIA, autorizzata a intervenire d’ufficio, anche senza denuncia dei team, per fare chiarezza.

La Ferrari interverrà solo se sicura di vincere. Difficile digerire un ulteriore schiaffo. La FIA, a differenza del mondo del calcio, può intervenire direttamente sul risultato di una gara e la Ferrari ha tempo fino a venerdì per riunire tecnici e avvocati. Anche in Red Bull si tende a non mostrare visi pallidi e preoccupati. Il team continua nel suo festeggiamento per il terzo iride di Vettel e pensa al futuro. Alla Ferrari la possibilità di mantenere, per poco, aperto il mondiale.

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