Giochi Olimpici - Elezioni Coni: Raffaele Pagnozzi, la continuità

A detta di tutti è stato un ottimo segretario del Coni in un momento economicamente non facile di grande trasformazione politica. Pagnozzi sa di essere un elemento di continuità con il Coni di oggi

Raffaele Pagnozzi è appassionatissimo di sport, da sempre; ma alla fine è da tempo costretto a un ruolo superpartes che lo ha visto mediare, arrangiare, accomodare, calmare e spesso anche strigliare un modo sportivo italiano litigioso, pieno di divisioni e di interessi che sono anche economici.

Perché il Coni è pur sempre un ente di promozione sportiva che amministra centinaia di milioni di euro e migliaia di posti di lavoro. Un ente che è da snellire, da velocizzare, da mettere al passo con tempi che stanno cambiando troppo rapidamente e che deve azzerare uno stacco generazionale che si sta facendo pesante.

Eppure Pagnozzi non è un ragazzino: "No – ammette – del ragazzino mantengo l'entusiasmo e la volontà ma sono certo che circondarmi delle persone giuste sarà la chiave di lettura vincente". Al suo fianco ci sarà Pancalli, uomo di moralità e personalità indiscutibile e qualche atleta: "Sto provando a convincere Fiona May" – dice l'attuale segretario generale che si prepara per le elezioni del Coni continuando a fare il segretario generale in un momento difficile, economicamente e politicamente molto confuso. Nel quale lui vorrebbe essere un elemento di continuità rispetto a quanto fino a oggi, secondo lui, ha funzionato nel modo giusto: non senza riflessioni per migliorarlo ulteriormente.

VIDEO: INTERVISTA ESCLUSIVA A RAFFAELE PAGNOZZI

Mercoledì 19 dicembre vi abbiamo presentato Simone Gambino, mentre giovedì 20 è stato invece il turno di Giovanni Malagò.