Giochi Olimpici - I medagliati dal Papa, Petrucci chiede scusa

Gli ori di Londra 2012 hanno fatto visita a Benedetto XVI dopo i successi ottenuti nella rassegna a cinque cerchi. Il presidente uscente del Coni ha ringraziato il pontefice, chiedendo perdono per gli episodi meno edificanti

Questa mattina Benedetto XVI ha ricevuto in udienza una delegazione del Coni con gli atleti che hanno vinto una medaglia ai giochi olimpici e paralimpici di Londra 2012. "Mi pare che a Londra - ha detto Ratzinger nel suo saluto – abbiate conquistato ben 28 medaglie, di cui 8 d'oro! Ma a voi atleti non è stato chiesto solo di competere e ottenere risultati". "Ogni attività sportiva, sia a livello amatoriale che agonistico richiede la lealtà nella competizione, il rispetto del proprio corpo, il senso di solidarietà e di altruismo e poi anche la gioia, la soddisfazione e la festa".

"Tutto ciò presuppone – ha proseguito il Papa - un cammino di autentica maturazione umana, fatto di rinunce, di tenacia, di pazienza, e soprattutto di umiltà, che non viene applaudita, ma che è il segreto della vittoria". "Uno sport che voglia avere un senso pieno per chi lo pratica - ha specificato il Pontefice - deve essere sempre a servizio della persona. La posta in gioco allora non è solo il rispetto delle regole, ma la visione dell'uomo, dell'uomo che fa sport e che, al tempo stesso, ha bisogno di educazione, di spiritualita' e di valori trascendenti".

"Cari amici, in questo anno della fede vorrei sottolineare che l'attività sportiva può educare la persona anche all'agonismo' spirituale, cioé a vivere ogni giorno cercando di far vincere il bene sul male, la verità sulla menzogna, l'amore sull'odio, e questo prima di tutto in se stessi. Pensando poi all'impegno della nuova evangelizzazione - ha aggiunto Benedetto XVI - anche il mondo dello sport può essere considerato un moderno 'cortile dei gentili', cioé un'opportunità preziosa di incontro aperta a tutti, credenti e non credenti, dove sperimentare la gioia e anche la fatica di confrontarsi con persone diverse per cultura, lingua e orientamento religioso".

"La pressione di conseguire risultati significativi non deve mai spingere a imboccare scorciatoie come avviene nel caso del doping – ha proseguito -. Lo stesso spirito di squadra sia di sprone ad evitare questi vicoli ciechi, ma anche di sostegno a chi riconosce di avere sbagliato, in modo che si senta accolto e aiutato. I grandi campioni del mondo dello sport devono essere dei modelli da imitare”.

“L'esperienza sportiva - ha detto il Papa citando un discorso di Wojtyla – può 'contribuire a rispondere alle domande profonde che pongono le nuove generazioni circa il senso della vita, il suo orientamento e la sua meta, quando è vissuta in pienezza; sa educare ai valori umani e aiuta l'apertura al trascendente'. Penso dunque a voi, cari atleti come a dei campioni-testimoni, con una missione da compiere: possiate essere, per quanti vi ammirano, validi modelli da imitare". Ma anche voi, cari dirigenti, come pure gli allenatori, i diversi operatori sportivi - ha proseguito il Papa - siete chiamati ad essere testimoni di buona umanità, cooperatori con le famiglie e le istituzioni formative dell'educazione dei giovani, maestri di una pratica sportiva che sia sempre leale e limpida".

PETRUCCI SI SCUSA - "Padre Santo grazie per averci ricevuti. Qui ci sono atleti che hanno onorato il nostro Paese alle Olimpiadi di Londra. Vorremmo farle conoscere il loro volto umano. Sono ambasciatori dei valori dello sport, valori umani, etici. Chiediamo scusa per qualche pagina non edificante che può esprimere il mondo dello sport. La medaglia più importante che ti fa conquistare la vita è la medaglia dello spirito". Queste le parole con cui il presidente del Coni Gianni Petrucci ha rivolto il suo ringraziamento al Pontefice. "Oggi è una giornata straordinaria. Questa mattina qui da Lei e nel pomeriggio la messa degli sportivi. A pieno titolo e con orgoglio siamo stati il primo comitato olimpico a portare un sacerdote al villaggio olimpico, un padre spirituale per gli atleti. Questi atleti hanno onorato il Paese, ce l'hanno messa tutta. E' stato un anno straordinario dello sport italiano, grazie per l'affetto e l'attenzione che ci ha riservato".

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