Giochi Olimpici - Petrucci a tutto tondo: "Jessica Rossi top del 2012"

Il presidente del Coni traccia un bilancio dell'anno che sta per concludersi, con uno sguardo alle Olimpiadi di Londra ("la monocultura calcistica si è affievolita") e uno stoccata ai presidenti di serie A ("siano meno eroi sui giornali e più sinceri").

Tempo di bilanci, per il presidente del Coni Gianni Petrucci, intervenuto in collegamento da Bormio a Skysport 24 per commentare un 2012 che sta ormai vivendo gli ultimi giorni, così come la sua esperienza alla guida dello sport italiano. "Il momento più bello della storia sport italiano - ricorda Petrucci, riferendosi alla sua lunga presidenza - è stata la vittoria di Baldini all'ultimo giorno delle Olimpiadi di Atene, con il presidente Ciampi che mi chiamò quando aveva tagliato il traguardio. Io stavo correndo allo stadio perchè avevo capito che stava vincendo un italiano: l'inno di Mameli all'ultimo giorno, siamo stati al centro dell'attenzione del mondo. Non dimentico naturalmente lo scandalo del calcio ma sono più le cose che ho avuto rispetto a quello che ho dato. Lo sport è la cosa più bella del pianeta: ci sono valori più importanti come la famiglia, la correttezza e l'onestà, ma lo sport ti regala emozioni uniche".

JESSICA ROSSI IL TOP - Per Petrucci, lo sportivo del 2012 è stata "Jessica Rossi, perchè in Italia si parla solo di calcio. E' una campionessa, imbattibile, come ce ne sono tanti. Di negativo ci sono solo i casi di doping: noi ce la mettiamo tutta ma quando ti capitano cose del genere, ti cade il mondo addosso. Siamo umani e sbagliamo, ma abbiamo la coscienza pulita: spero che anche altri ce l'abbiano". Le Olimpiadi di Londra hanno riconfermato il valore assoluto dello sport italiano: "I risultati ottenuti erano tutti nelle nostre previsioni, di sorprese non ce ne sono state. Abbiamo una preparazione olimpica straordionaria, abbiamo vinto le medaglie che avevamo previsto. Anche quella di Molmenti: l'oro magari no, ma poi si offende... Gli atleti spesso si lagnano perchè vengono ricordati ogni quattro anni ma la responsabilità è delle federazioni: attorno ai big i presidenti devono creare un'attenzione come noi facemmo con Myers".

NON SOLO CALCIO - "Una delle cose di cui vado fiero - aggiunge - è che la monocultura calcistica si sia affievolita: rugby, ginnastica e nuoto sono venuti alla ribalta, oltre a basket e pallavolo. Si possono creare dei personaggi che magari parlino anche di politica: diffido dei qualunquisti, di chi dice di non occuparsene". Tornando sul caso Schwazer, Petrucci ha ammesso che "serve intensificare la lotta al doping ed essere vicini agli atleti. Noi pensiamo che sia un automa, sono nostre disattenzioni che dobbiamo correggere, lo carichiamo di pesi eccessivi ma l'atleta è una persona sola: ha un allenatore e una federazione vicini ma è un essere umano e può sbagliare. Non ritengo di aver fatto errori su Schwazer, forse qualcuno ha sbagliato ma bisogna essergli vicini come uomo: mi auguro che l'atleta si risollevi e capisca che nella vita si può cambiare e uscire da problemi seri come quelli da lui passati".

TIRATA D'ORECCHI.... - Petrucci è stato invece meno tenero con il calcio italiano: "Vorrei che i presidenti di calcio fossero più sereni - è l'auspicio per il nuovo anno - in privato si proclamano amici e fanno complimenti, poi fanno gli eroi e i fenomeni nelle interviste. Il calcio è sempre esasperato, vuole sempre dimostrare chissà che cosa: non amo l'arroganza di chi chiede alla federazione di fare questo o quello, lo facciano prima loro in Lega. Siano meno eroi sui giornali e più sinceri".

BASKET, MON AMOUR - Conclusione con il suo grande amore, la pallacanestro. "Oggi ho scoperto di essere candidato unico, la federazione si presenterà alle elezioni serenamente - spiega, concentrandosi già sull'Assemblea elettiva della Fip del 12 gennaio, dove prenderà il posto del dimissionario Dino Meneghin - A Meneghin do ampiamente la sufficienza, è stato un galantuomo, ha lasciato una federazione con un ottimo bilancio e grandi dirigenti. Il basket tornerà ad essere vincente, penserò subito alle Olimpiadi e a far giocare gli italiani, l'esterofilia non ha pagato nel tempo. Sportivamente, dovremo essere degni della qualificazione agli Europei maschili e femminili. Farò un viaggio in Turchia per incontrare Pianigiani, dovremo essere vicini agli azzurri che giocano nell'Nba che stanno dando una bella immagine di noi negli Stati Uniti. Intorno a Datome, poi, dovremo costruire una pallacanestro italiana vincente: è da Nba, è un grande giocatore con una bella immagine - conclude - autoriducendosi lo stipendio per restare a Roma ha dimostrato un grande attaccamento alla maglia".

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