Giochi Olimpici - Phelps si racconta: “Basta nuoto, voglio una famiglia”

Il campionissimo del nuoto parla del presente e pensa al futuro. Basta con il nuoto e con gli impegni in vasca, ora solo riposo, amici e famiglia

Dai Giochi di Pechino e Londra al riposo e il “ritorno” alla vita. Michael Phelps, il campione dei campioni si è ritirato e a distanza di poco più di cinque mesi dalle ultime Olimpiadi si racconta su GQ, in edicola da giovedì 3 gennaio.

E quindi, che cosa fai adesso? «Rifletto. Mi guardo indietro». A ventisette anni? Non è troppo presto? «Era il mio progetto. Ottenere tutti i risultati che mi ero prefisso e ritirarmi prima dei trent’anni. Ho rispettato la tabella di marcia».

E se ci fosse stato un altro record da battere, dopo il maggior numero di medaglie in una sola olimpiade, un record qualsiasi, Phelps avrebbe continuato? «No, non è questione di record. Ho avuto tutti quelli che volevo. È che ho l’impressione esista altro. Che la vita abbia in serbo qualcosa di più soddisfacente di un altro record». Che cosa, per esempio? «Avere una famiglia, dei figli. Le medaglie le ho, queste cose mi mancano».

Che cosa ha scoperto Michael Phelps in questa nuova vita, che prima non aveva? «La libertà. Ho passato vent’anni a fare cinque ore in piscina tutti i santi giorni, sai che cosa vuol dire? Per adesso questa nuova vita mi piace. Quando nuotavo, in quelle cinque ore non pensavo a niente, svuotavo la testa…».

Mark Spitz (nuotatore statunitense ritiratosi dall'attività agonistica dopo sette medaglie d'oro vinte alle Olimpiadi del 1972 ndr) era così devastato da tutto quello che anche Phelps ha conosciuto che sparì completamente dalla circolazione… «Io sono diverso, più come Michael Jordan: voglio aiutare il mio sport a crescere e quindi voglio stare tra la gente».

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