Gran Premio dell'Australia - Harakiri Pedrosa, Lorenzo è campione del mondo!

Colpi di scena a non finire a Phillip Island dove vince Casey Stoner come previsto ma Jorge Lorenzo si laurea campione del mondo in virtù del secondo posto e della caduta di Dani Pedrosa, che al secondo giro perde il posteriore ed è costretto ad alzare bandiera bianca. Per il maiorchino si tratta del secondo titolo iridato nella classe regina, il terzo in carriera. Solita gara per Rossi che è 7°

Phillip Island è senza ombra di dubbio la pista più bella dove correre in moto. Praticamente non c’è pilota che non sia entusiasta correre e vincere qui. Questo tracciato ha qualcosa di magico ed è stupendo che in questo paradiso dei motociclisti finisca con Casey Stoner sul gradino più alto del podio, con una vittoria che corona al meglio una carriera tanto breve quanto fenomenale, e Jorge Lorenzo al secondo posto a festeggiare il secondo titolo mondiale in MotoGp.

Se la sesta vittoria sul tracciato australiano di Casey Stoner, dopo la devastante superiorità mostrata nelle libere del venerdì e nel sabato di qualifiche, non fa troppa notizia sorprende vedere Jorge Lorenzo vincere il mondiale con una gara d’anticipo il titolo iridato. Un trionfo che è stato servito su un piatto d’argento dal clamoroso passo falso di Dani Pedrosa che al secondo giro, mentre era davanti a tutti, ha commesso un errore davvero ingenuo finendo largo sullo sporco in una curva lenta, perdendo l’anteriore e gettando al vento l’ultima chance di tenere vivo il mondiale.

Un errore grave che i maligni non potranno non definire come l’ennesima defaiance di un pilota che quando ha in mano la possibilità di ottenere qualcosa di importante fallisce miseramente. Un errore che costringe Dani al ritiro e che chiude di fatto la gara regalando a Stoner la passarella davanti a 90.000 australiani, accorsi per dare il loro tributo a un fenomeno assoluto del motociclismo che a 27 anni decide di farla finita e godersi la famiglia e gli affetti, e a Lorenzo di festeggiare la terza corona iridata: il titolo della maturità, ottenuto in maniera giudiziosa, da fine stratega: una qualità che l’impetuoso Por Fuera due-tre anni fa non aveva ma che è riuscito a sviluppare riuscendo a diventare un fuoriclasse vero, uno che a 25 anni è indubbiamente l’uomo di punta della categoria.

LA GARA: TUTTO IN DUE GIRI – Al semaforo verde Lorenzo scatta alla grande e riesce a mettersi davanti a tutti ma il primato dura poco perché Dani Pedrosa con un attacco preciso ed aggressivo riesce a salire in prima posizione. Lorenzo deve guardarsi anche dalla risalita impetuosa di Casey Stoner, che dopo aver perso allo start due posizioni, prima della fine del secondo giro svernicia in rettilineo brutalmente la M1 numero 99. Per Jorge sembra esserci i presagi per una gara in salita ma l’impressione dura giusto un paio di secondi perché Pedrosa alla curva 4 perde il davanti incappando in una scivolata che consegna il mondiale a Lorenzo e spegne le ambizioni di rimonta iridata. La gara praticamente finisce in quell’istante perché Stoner con la strada libera vola via disegnando traiettorie magiche e che solo lui riesce a fare mentre Lorenzo difende la seconda posizione con facilità sfruttando la maggiore superiorità sulla Yamaha clienti di Cal Crutchlow (che ottiene il secondo terzo posto della stagione). Lo spettacolo latita, Valentino langue in settima posizione, e così l’unica vera bagarre che si vede è quella per il quarto posto fra Dovizioso, Bautista e Bradl. La spunta il forlivese, al termine di uno scambio di sorpassi e contro sorpassi, che non riesce però a togliere del tutto l'attenzione del pubblico che ha occhi ed applausi solo per Jorge e Casey: i campioni più campioni di Phillip Island.

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