Londra 2012 Paralimpiadi - Jessica Long, un desiderio diventato realtà

L’atleta paralimpica, abbandonata dalla madre in Russia e adottata da una famiglia statunitense, ha potuto riabbracciare la mamma biologica che si è scusata per il gesto compiuto

A volte succede anche questo. A volte anche che una donna, costretta 20 anni fa ad abbandonare sua figlia perché disabile, riesca con le paralimpiadi a ritrovare la sua bambina, nel frattempo diventata una splendida ragazza e una grande sportiva.

Questa è la storia di Jessica Long, nata 20 anni in una Russia difficile, lontana dalla Russia di Abramovich che conosciamo noi. Una Russia senza infrastrutture, senza possibilità per chi, come Jessica, è nato senza tibia e rotule. Un Paese privo di assistenza medica specialistica, dove l’integrazione era più un concetto astratto che una pratica reale.

Così sua mamma, consigliata anche dai dottori, ha deciso di lasciare la sua Tatiana (il nome originario di Jessica) nella speranza che il destino potesse offrirle quel futuro che stando al suo fianco non avrebbe mai avuto. E il destino ha sorriso a Jessica, adottata da una famiglia statunitense che non le ha fatto mancare nulla. L’’ha aiutata, l’ha curata, le ha insegnato la forza del cuore e l’ha portata sul gradino più alto del podio paralimpico non 1, ma 12 volte (più altre 4 medaglie). Grande nuotatrice, ha anche il record mondiale dei 100 e 400 stile libero.

Nonostante una vita che l’ha sfidata, Jessica sorrideva spesso a Londra, ma di uno di quei sorrisi che non coinvolge gli occhi. Perché c’era una domanda per lei fondamentale: “Chi è la mia mamma biologica?”. Intenerita dalla sua storia una giornalista statunitense ha avviato le indagini per poter finalmente dare una risposta a Jessica. E così in un paesino della Siberia, ha ritrovato Natalia Kirillova.

“Tutti questi anni non ho fatto che pensare a te - ha detto la signora a Jessica - sapevo che eri stata adottata e non avevo la possibilità di riprenderti. Sono felice che la tua vita si sia messa sulla strada giusta. Io - aggiunge la mamma vera - non avrei potuto darti tutto questo».