La tenacia di Kurt Angle non basta

Il medagliato olimpico, oggi stella della TNA ha tentato un'impresa che sembrava impossibile, qualificarsi per i giochi olimpici di Londra. Ma due gravi infortuni lo hanno costretto a rinunciare. Forse non definitivamente…

Indipendentemente dal fatto che si possa amare o meno il pro-wrestling, qualsiasi sportivo dovrebbe riconoscere un fenomeno quando lo incrocia sulla propria strada di appassionato di sport. E Kurt Angle appartiene sicuramente alla schiera degli eletti che allo sport hanno dato tutto.

L'INCREDIBILE EVOLUZIONE DI ANGLE - Più famoso probabilmente per la sua lunghissima militanza in WWE prima (fino al 2006) e TNA poi e per la sua intensa attività promozionale nello sportainment più popolare del mondo, Angle è in realtà uno sportivo vero, che ha saputo diventare un simbolo dello sport olimpico, della lotta libera e dell'attività agonistica universitaria americana. Medaglia d'oro alle Olimpiadi di Atlanta (nella foto sotto il titolo la sua gioia dopo la vittoria in finale), vinta nonostante un terribile infortunio al collo che aveva costretto il medico della nazionale a 'manlevarsi da ogni responsabilità in caso di un infortunio nel corso di un match', Angle aveva un sogno davvero ambizioso: qualificarsi di nuovo a distanza di 17 anni dal suo oro olimpico, per i giochi di Londra e rappresentare di nuovo gli Usa nella lotta libera. Un passo indietro dal pro-wrestling alla lotta olimpica, dai soldi alla fatica, da lustrini e telecamere, ad allenamenti e sacrifici.

IL SUO SFORTUNATO PROGETTO OLIMPICO - Ottenuto il permesso della TNA (a sinistra uno dei suoi ultimi show) che lo tiene sotto contratto, Angle, che nella sua lunga attività di pro-wrestler si è infortunato gravemente almeno una dozzina di volte subendo più volte interventi chirurgici a spalle, ginocchia, caviglie, collo e schiena, cinque mesi fa ha iniziato ad allenarsi con una ferocia mostruosa per rimettersi in forma, perdere peso e guadagnare massa muscolare pura. Pesava 120 chili e voleva dimagrire fino ai 105-106 chili assumendo una proporzione corporea simile a quella che aveva ad Atlanta nel 1996.

DUE INFORTUNI DEVASTANTI - E' stato proprio durante uno di questi duri allenamenti in palestra che la sua gamba ha fatto crack: distorsione al legamento del ginocchio destro, quello che era già stato ricostruito una volta. Angle, 43 anni, non ha rinunciato: e dopo due settimane di riposo ha ripreso gli allenamenti per procurarsi quasi subito uno strappo muscolare alla coscia destra. Un infortunio questa volta irrimediabile per lo meno per un atleta di lotta libera.

LA DELUSIONE E LA RINUNCIA – Angle, via Twitter ha annunciato il suo addio al sogno olimpico ricevendo migliaia di attestati di affetto e solidarietà da ogni parte del mondo: "Non ho avuto fortuna – ha dichiarato nel corso della sua prima conferenza stampa dopo la rinuncia definitiva – questi due infortuni in rapida successione sono stata la cosa peggiore che ho subito negli ultimi anni. Ho lavorato a lungo sulla muscolatura per evitare altri problemi di sovraccarico e affaticamento, ma stavolta il guaio è davvero irrimediabile". Vedere Angle di nuovo alle Olimpiadi sarebbe stato un sogno per molti americani appassionati di lotta, ma anche per tantissimi appassionati di pro wrestling che per anni hanno visto Angle ostentare in WWE la sua medaglia d'oro nelle storyline che lo volevano spietato, cattivo ma soprattutto ambizioso e arrogante.

UNO SPORTIVO, UN SIMBOLO AMERICANO - Angle, nonostante la delusione, si è presentato ai trials olimpici annunciati dal tecnico americano Zeke Jones che si sono tenuti lo scorso fine settimana all'Università dell'Iowa ottenendo una commovente e calorosa accoglienza… "Ora la TNA torna la mia priorità – ha detto Angle in questa occasione – perché se è vero che con una coscia in questo stato non posso affrontare un match di lotta libera, so di poter ancora offrire un match fantastico per gli appassionati di pro-wrestling".

UNA SFIDA DAVVERO ACCANTONATA?- Il sogno di Angle era davvero ambizioso: essere il medagliato più anziano nella storia della lotta libera battendo con i suoi 43 anni la vittoria ottenuta a 37 anni da Chris Campbell nelle Olimpiadi di Barcellona. Salutando i giornalisti si è concesso un'ultima battuta: "Dove sono le prossime Olimpiadi? – ha chiesto fingendo di ignorare la risposta - bella città Rio de Janeiro, è un po' che non la vedo" ha concluso facendo capire di non aver del tutto rinunciato all'ipotesi di un nuovo, clamoroso, tentativo tra quattro anni.