Lega Pro Seconda Divisione - Insulti a Boateng: punita la Pro Patria

Il giudice sportivo ha comminato una multa da 5.000 euro alla società e una gara di campionato da giocare a porte chiuse: domenica prossima, dunque, niente tifosi in occasioni del match d'alta classifica tra la Pro Patria e l'Alessandria

Per la Pro Patria arriva la mano del Giudice Sportivo. Non è bastato lo striscione con la scritta “No racism” esposto nell’ultimo turno di campionato (0-0 a Savona) per cancellare come nulla fosse i cori razzisti che hanno portato alla sospensione dell’amichevole disputata lo scorso 3 gennaio contro il Milan: il Giudice Sportivo Pasquale Marino ha punito la società di Busto Arsizio con una multa da 5.000 euro e l’obbligo di giocare la prossima partita ufficiale di Seconda Divisione a porte chiuse. La Pro Patria (terza in classifica a due punti di distanza dalla vetta in cui compare l’accoppiata Savona-Castiglione) sarà impegnata domenica contro l’Alessandria in un match particolarmente importante per la graduatoria (l’Alessandria è quinta a soli tre punti dalla Pro Patria stessa).

Nel frattempo, si è dimesso anche dalla carica di assessore allo Sport del Comune di Corbetta il leghista Riccardo Grittini, sotto indagine per istigazione all’odio razziale e fomentazione dei cori da parte degli ultras nei confronti dei giocatori di colore del Milan, Boateng in primis.

“Il Giudice Sportivo, - si legge nel comunicato - osserva che durante la gara in oggetto un gruppo di sostenitori della società Pro Patria assumeva un comportamento provocatorio in occasione delle giocate dei calciatori di colore della squadra avversaria; che tali comportamenti dapprima consistevano in fischi per trasformarsi successivamente in ululati e in manifestazioni di chiaro contenuto di discriminazione razziale; che i predetti episodi, già rilevati dal direttore di gara, causavano la reazione del calciatore n. 10 Kevin Prince Boateng del Milan, il quale dopo aver calciato con violenza il pallone verso il predetto gruppo dei sostenitori, manifestava l’intenzione di abbandonare il campo; - che tutti gli altri calciatori del Milan abbandonavano il terreno di gioco, costringendo l’arbitro ad una sospensione della gara;98/286 - che il Capitano del Milan Ambrosini Massimiliano, il dirigente accompagnatore e l’allenatore della medesima società comunicavano all’arbitro la volontà di non proseguire la gara, in conseguenza del comportamento tenuto da alcuni sostenitori della squadra avversaria: che di conseguenza l’arbitro al minuto 26’ del 1° tempo sospendeva definitivamente la gara; rilevato che il comportamento del gruppo dei sostenitori della società Pro Patria appare di particolare gravità in quanto qualificabile come manifestazione di discriminazione razziale avvenuta in occasione di una gara amichevole e quindi priva di tensione agonistica e di spirito di competizione, situazioni che, lungi da costituire una giustificazione, possono essere assunte quali circostanze attenuanti per la quantificazione della relativa sanzione; che la sanzione da irrogare per episodi di tale natura svolge una funzione non solo afflittiva ma anche preventiva allo scopo di evitare il ripetersi degli episodi stessi; che nella corrente stagione la società Pro Patria è stata già sanzionata per analoghi episodi con l’ammenda di € 5.000,00 (Com. Uff. n. 56/Div del 30.10.2012); che la precedente sanzione, a fronte di comportamenti recidivi, si manifesta ad oggi inefficace. Tutto ciò premesso, delibera di infliggere alla società Aurora Pro Patria la sanzione consistente nell’obbligo di disputare una gara effettiva di Campionato a porte chiuse, con decorrenza immediata”.

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