Made in USA - Il significato dei nomi: Toronto Raptors

La squadra canadese nasce nel pieno della mania per il film "Jurassic Park": e, da lì, il passo per arrivare a Raptors è molto breve

James Naismith, l'uomo che inventa la pallacanestro nel lontano 1891, nasce ad Almonte, in Ontario, Canada. Eppure, lo Stato della foglia d'acero - tendenzialmente più interessato all'hockey su ghiaccio che alla palla a spicchi - non ha una franchigia nella NBA fino al 1995, anno in cui l'ultima grande expansion della Lega sconfina oltre la frontiera del Nord.

L'unico vanto canadese è quello di aver ospitato, nel 1946, la prima partita ufficiale della BAA, la Basketball Association of America, che diverrà poi NBA: al Maple Leaf Gardens di Toronto si sfidano i New York Knickerbockers e i Toronto Huskies, con vittoria della formazione della Grande Mela per 66-68. Momento, momento. I Toronto Huskies?

Quando si gettano le basi per la creazione della BAA, la maggior parte degli addetti ai lavori sono proprietari di franchigie/arene o investitori della NHL che hanno interesse nel riempire, per così dire, le "date vuote" in calendario quando l'hockey su ghiaccio non va in scena: la riunione decisiva si tiene a New York, dove viene invitato anche Frank Selke, in rappresentanza del gruppo che gestisce il Maple Leaf Gardens. La vecchia arena della città (oggi patrimonio storico del Canada) diviene così la casa dei Toronto Huskies (e qui l'origine del nome è facilmente intuibile): la squadra gioca una sola stagione nella BAA, chiudendo con un record ampiamente negativo di 22-38. Ce n'è già abbastanza per smantellare tutto nell'estate del 1947.

Poi, come detto, per quasi mezzo secolo, il Canada non ha più nulla a che fare con la pallacanestro, quando, nel 1995, il magnate alimentare John Bitove versa nelle casse della Lega la cifra record di 125 milioni di dollari per riportare una squadra a Toronto. Contemporaneamente, sulla costa occidentale del Canada, la stessa cosa avviene anche a Vancouver, ma questa è un'altra storia...

Dicevamo di Bitove, che dopo essersi assicurato la presenza nella Lega a suon di verdoni, deve ora scegliere un nome per la nuova franchigia. La prima idea, ovviamente, è quella di rinverdire i vecchi Huskies, ma è presto chiaro come sia difficile poter dare un'identità alla squadra che si discosti da quella dei Minnesota Timbervolwes: i due animali sono troppo simili, ed è impossibile disegnare un logo originale. A questo punto si ricorre, come spesso accade, al sondaggio popolare: la società raccoglie più di 2.000 suggerimenti, tra i quali spiccano Beavers, Bobcats, Dragons, Grizzlies, Hogs, Raptors, Scorpions, T-Rex, Tarantulas, e Terriers.

Alla fine la scelta ricade su Raptors, un abbreviativo di Velociraptor, un dinosauro predatore rapido, aggressivo e letale ma che col Canada, in realtà, non ha nulla a che fare. Il Velociraptor, risalente al Cretaceo, l'ultima grande era dei dinosauri prima del grande cataclisma che portò all'estinzione di massa 65 milioni di anni fa, è vissuto infatti in Asia, nella zona compresa tra Cina e Mongolia (il deserto del Gobi è stracolmo di fossili). Nel Nordamerica viene conosciuto, più che sui libri di storia e paleontologia, sul grande schermo: è il 1993 quando Steven Spielberg dà alla luce "Jurassic Park", il capolavoro che diverrà il più grande successo cinematografico di quei tempi, battendo anche gli incassi record di E.T., realizzato undici anni prima dallo stesso regista. Dall'entusiasmo contagioso per il film, che guadagnerà carrellate di dollari di merchandising, nascerà anche l'idea del nome della franchigia.

Dopo aver costruito dal nulla la squadra attraverso il dispersal draft, in cui il primo gm, Isiah Thomas, deve "arrabattarsi" raccogliendo qua e là mestieranti e scalda-panchine, i Raptors debuttano il 3 novembre 1995, allo SkyDome, la prima casa in attesa della conclusione dei lavori dell'Air Canada Centre, inaugurato nel 1999. La stella della squadra è Damon Stoudamire (nella foto a lato), point-guard tascabile e velocissima (un piccolo Raptor, se vogliamo...), appena uscita dall'University of Arizona e draftata con la scelta numero 7, e il colore della divisa è il viola, poi definitivamente soppiantato dal rosso dal 2008 in avanti: il debutto è una W, 94-79 contro i New Jersey Nets, il Damone viene eletto rookie dell'anno (19 punti e 9.3 assist di media a partita), ma la stagione si chiude con un misero 21-61.

E gli Huskies? Il pubblico di Toronto non dimentica le sue vecchie radici, tanto da formare il gruppo 'Bring back the Huskies', che spinge per il ritorno al vecchio nome e per l'accantonamento di quei Raptors che, ormai scemata la "Jurassic Park-mania", hanno davvero poco a che fare con la città. La società li accontenta nel 2009, lanciando la maglia retro bianca e azzurra, identica in tutto e per tutto (tranne che nelle misure...) a quella usata negli anni '40.

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