Mago Vucinic, la Juve mostra i muscoli

I bianconeri rimangono a punteggio pieno dopo essere andati sotto a Marassi con il gol di Immobile. Decisivo l'ingresso in campo del montenegrino (un gol e due assist), a segno anche Giaccherini e Asamoah. Punizione troppo severa per un buon Genoa. (foto AP/LaPresse)

Con un'autentica prova di forza la Juventus mantiene la vetta della classifica a punteggio pieno, ribaltando lo svantaggio del primo tempo a Marassi e riuscendo a superare 3-1 il Genoa. Il gol di Immobile unito alla prima frazione spettacolare offerta dai rossoblù hanno costretto i bianconeri a rincorrere per più di un'ora, riuscendo a risolvere la partita con l'ingresso in campo di Vucinic e Asamoah, tenuti inizialmente in panchina. I loro due gol, insieme a quello del momentaneo pareggio realizzato da Giaccherini lasciano buone sensazioni in vista del tanto atteso ritorno in Champions League.

TURNOVER VISTA CHELSEA - Qualche cambio alla vigilia era più che lecito attenderselo in casa bianconera, visto che mercoledì è dietro l'angolo e l'esordio in Champions League in casa dei campioni d'Europa non è evento da snobbare. Per questo le scelte sono oculate, fuori i sudamericani impegnati nelle trasferte più faticose oltre a Vucinic, risparmiato per far spazio a Matri in coppia con Giovinco. De Canio gioca la carta della strana coppia Immobile-Borriello con Bertolacci ad asfissiare Pirlo e Kucka a contenere Marchisio. Mosse, queste, che spiegano il primo tempo monstre del Grifone. Corsa, velocità, inserimenti, tutte armi che i rossoblù dimostrano di avere e utilizzano contro una Juve volonterosa ma poco lucida e altrettanto ordinata.

IMMOBILE-GOL, GENOA SHOW - Il gol di Immobile, alla prima da avversario contro la squadra nella quale è cresciuto e che detiene la metà del suo cartellino, è strameritato e arriva al 18': uno-due al limite dell'area con l'altro ex Borriello e destro sul palo lungo, nulla da fare per Buffon. La Juve concede spazi con una difesa a tratti troppo alta e svagata, i rossoblù ne hanno di più ma non riescono a concretizzare la gran mole di gioco. Matri è un fantasma e nell'unica vera occasione calcia alto da due passi, dopo che il guardalinee lo aveva giudicato in posizione regolare. L'1-0 alla fine del primo tempo è un risultato che sta strettissimo agli uomini di Gigi De Canio.

PALI, TRAVERSE E UN SUPER VUCINIC - La ripresa è una sequela di emozioni, concatenate in possibili e repentini cambi di scena. Al 51' il colpo di testa del giovane Sampirisi sfiora il palo alla sinistra di Buffon e proprio il legno è quello che, sul cambio di fronte, Giovinco colpisce un minuto più tardi. Il caldo fa il resto, i ritmi calano ma altrettanto non si può dire per le occasioni da gol. Poco prima del quarto d'ora, Borriello prende benissimo il tempo alla difesa juventina ma il suo colpo di testa si stampa sulla traversa. Quasi un segnale, l'avvertimento che qualcosa sta per cambiare. Pochi minuti prima Carrera aveva tolto Matri e De Ceglie per inserire Vucinic e Asamoah e proprio il montenegrino entra in scena rivoltando completamente la partita. E' suo l'assist arretrato che Giaccherini sfrutta per battere Frey dal limite dell'area, sulla ripartenza che aveva visto Buffon chiudere da par suo su Bertolacci, salvando i bianconeri dal possibile 0-2. In quattro passaggi dall'inferno al pareggio, la partita svolta qui.

Il Genoa ha dato tutto nella prima ora di gioco a mille all'ora e accusa la stanchezza nella stessa misura nella quale la Juve inizia a vedere con occhio diverso il proprio serbatoio di energie e a credere nel bottino pieno. Con tredici minuti da giocare l'arbitro Rocchi indica il dischetto per un atterramento di Asamoah da parte di Sampirisi in area di rigore, concedendo il terzo penalty ai bianconeri in queste prime tre giornate di campionato. Dal dischetto è Vucinic a mantenere la freddezza e a portare la Juve in vantaggio. A sei minuti dalla fine, Carrera ha la dimostrazione pratica di aver azzeccato la mossa, anzi, le mosse: Vucinic mette dentro dalla destra e Asamoah, da due passi ribadisce in rete un pallone che era carambolato sullo svedese Granqvist, mettendo a segno il primo gol con la maglia juventina. La Juve scaccia la paura, turnover o no. Anche Stamford Bridge, dopo una prova di forza di questo tipo, incute meno timore.