Malysz, l'addio del 'polacco volante'

L'addio del campione. Adam Malysz saluta tutti i suoi tifosi e coloro che fino a ieri erano i suoi rivali, con l'evento che si terrà sabato a Zakopane

349 gare individuali, 4 Coppe del Mondo con 92 podi e 39 vittorie, una tourneé dei 4 trampolini, 6 medaglie mondiali (4 d’oro) e altre 4 olimpiche, di cui 3 d’argento e una di bronzo. Tutto questo basta e avanza per giustificare l’ingresso, di diritto, di Adam Malysz nella "Hall of Fame" degli sport invernali. Il “polacco volante”, dopo 16 anni di onorata carriera, ha deciso di appendere gli sci al classico chiodo, lasciando un gran vuoto al mondo del salto con gli sci dove, forse, è stato uno dei protagonisti assoluti dell’ultimo ventennio.

Un fuoriclasse non solo quando spiccava il volo dal trampolino, ma anche nella vita. Nato a Wisla, nella sua amata Polonia, è stato non solo lo sportivo dell’anno, in più di un’occasione, ma il personaggio più amato e seguito, tanto da dedicargli una galleria. Pur avendo l’invidiabile record di essere stato l’unico a vincere 3 coppe del mondo consecutive - di cui una nello stesso anno in cui conquistò la Tourneé dei 4 trapolini (2001) - ed essere stato capace di vincerne un’altra, a distanza di 4 anni, dopo un periodo di appannamento, ha un solo grande rammarico: non aver messo in bacheca l’oro olimpico individuale. La sua uscita di scena dall’attività agonistica non poteva essere migliore, l’ultimo podio della carriera dal trampolino considerata "l’Università" dei voli: Planica.

A salutarlo nella festa d’addio a Zakopane, gli “amici-rivali” delle infinite sfide di questi anni: Thomas Morgenstern, Gregor Schlierenzauer, Andreas Kofler, Wolfgang Loitzl, Janne Ahonen, Matti Hautamaeki, Simon Ammann, Andreas Kuettel, Michael Uhrmann, Martin Schmitt, Noriaki Kasai, Jakub Janda, Anders Jacobsen, Tom Hilde, Bjoern-Einar Romoeren. Per una volta tanto, però non sarà tanto la lunghezza a fare la differenza, ma due componenti. La prima, chiamata “ruota della Fortuna”, in cui conta la misura, con l’atleta che volerà fra i 120 e 134 metri. La seconda, invece richiede precisione, con il saltatore che dovrà toccare un bersaglio, o avvicinarsi il più possibile, il tutto su due serie.

Good Luck Adam