Miracolo a Medinah! L'Europa vince in rimonta

Il tedesco consente al Team guidato da Olazabal di mantenere il trofeo più ambito del golf; l'Europa rimonta dal 6-10, mai nessuna squadra europea ci era riuscita nella storia della Ryder (gli Usa sì, nel 1999). Finisce 14,5 a 13,5

Nessuno, o davvero in pochi, ci avrebbero creduto. E invece al termine della terza giornata l’Europa ha vinto la Ryder Cup. Alla fine a Medinah l’Europa si è imposta 14 ½ a 13 ½ contro gli Stati Uniti, recuperando uno svantaggio da 6-10 dopo le sfide di doppio. 

La più bella Ryder degli ultimi anni ha premiato il cuore, la grinta e la qualità dei magnifici 12 ragazzi guidati da José Maria Olazabal che hanno vinto con l’immagine di Severiano Ballesteros stampata sulle magliette e sulle sacche. Davanti ai microfoni dopo il trionfo lacrime e ricordi proprio rivolti al grande amico scomparso lo scorso anno per un emozionatissimo Olazabal.

Decisivi, nell’ultima giornata dei singoli, i successi di Ian Poulter, Justin Rose e Sergio Garcia, capaci di rimontare nel finale i match contro Simpson, Mickelson e Furyk per riportare in parità l’Europa e avviare la rimonta. Poi, dopo la sconfitta di Hanson contro Dufner, le sorti del trofeo si sono decise nella sfida fra Martin Kaymer e Steve Stricker vinto dal tedesco grazie a un putt da un metro e mezzo imbucato sul green della buca 18.

Nell’ultima sfida, a Ryder Cup acquisita, Francesco Molinari ha pareggiato contro Tiger Woods grazie al doppio errore sul green della 18 dello statunitense che ha perso l’occasione di concludere almeno in parità la Ryder. L’Europa ha vinto 8 degli ultimi 12 singoli, lasciando solamente tre successi ai padroni di casa - con i due Johnson e Dufner - che probabilmente erano già certi di aver vinto la Ryder Cup. E invece, dopo aver faticato nei foursome e nei fourball di venerdì e sabato, dopo essere stati in tremenda difficoltà sui green di marmo del Course3 e dopo aver lasciato pochissime speranze ai propri tifosi, i magnifici dodici hanno fatto un miracolo.

E’ difficile trovare delle spiegazioni logiche al successo europeo e al tracollo finale a stelle e strisce. Giocatori che sembravano imbattibili il giorno prima come Bradley, Watson, Mickelson e Snedeker non sono riusciti ad arginare la marea blu che ha invaso il leaderboard grazie al gioco e al cuore degli europei. Finalmente nell’ultima giornata gli approcci europei sono arrivati molto vicini alle buche e questo, tecnicamente ha fatto la differenza.

Di putt imbucati ce ne sono stati tanti ma è stata la qualità con i ferri e la maggior precisione dei tee che hanno permesso agli europei di compiere un’impresa epica che rimarrà nella storia del golf. Francesco Molinari torna a casa con mezzo punto conquistato nell’ultimo match e il rammarico di aver fallito un putt imbucabile alla buca 16 della sfida contro Woods, con la gara in parità, che avrebbe messo un’ipoteca a un confronto che Molinari ha sempre controllato.

C’è spazio per recriminare invece sull’andamento dei doppi nei quali il torinese ha giocato certamente molto bene ma non è stato supportato a dovere dai compagni (Westwood nella prima giornata, Rose nella seconda) rimediando due sconfitte. La metamorfosi degli europei, completata sul percorso di Medinah, e il successo finale hanno veramente del prodigioso.  E non è sacrilego pensare che da lassù Severiano ci abbia messo un pizzico del suo per far ottenere all’Europa un successo ottenuto nel suo nome.