Motomondiale - Rossi, il benvenuto della Yamaha e l’attacco all’elettronica

Il pilota di Tavullia riceve un inaspettato, ma gradito regalo dalla scuderia giapponese. Contemporaneamente, alla stampa tedesca, il ‘Dottore’ attacca l’elettronica: “Abbatte lo spettacolo, l’elettronica è studiata per migliorare le prestazioni e solo in piccola parte per la sicurezza”

La Yamaha riabbraccia Valentino Rossi. E per farlo la scuderia giapponese ha deciso di pubblicare direttamente sul proprio sito internet un messaggio di benvenuto per il ‘Dottore’. “Welcome Home” capeggia sull’homepage della Yamaha, con tanto di foto di Valentino Rossi in piega con la moto che in passato gli ha regalato tanti successi.

Per gli affezionati del genere c’è anche un rimando a un video che ricorda i momenti più belli del ‘Dottore’ in sella alla Yamaha: una avventura durata sette anni e che ha portato al pilota di Tavullia quattro titoli mondiali, 84 podi e 29 pole position. Poi l’addio per la Ducati e le due stagioni che tutti conosciamo.

Ora ricomincia il tutto e, anche quando parla, Valentino sembra farlo con fiducia e consapevolezza maggiori. A “SpeedWeek.de”, il Dottore ha parlato dell’elettronica, attaccandone le migliorie e i continui sviluppi. Secondo il pilota pesarese quella della ‘sicurezza’ è solo una scusa; l’elettrica, stando a quello che dice lui, serve solo a migliorare le prestazioni. E contemporaneamente ad abbattere lo spettacolo.

“L’attuale elettronica – ha detto Rossi – serve per l 30% alla sicurezza, mentre per il restante 70 viene utilizzata per migliorare le prestazioni e quindi il tempo sul giro. Abbiamo curve di coppia diverse, il controllo di trazione, il sistema anti-impennata per ogni singola curva. Tutto questo aiuta in primo luogo il tempo sul giro. Oggi l’elettronica influenza molto la guida. Oggi, quando due moto vanno in modo simile, il pilota può ben poco. L’elettronica infatti non permette alla ruota posteriore di scivolare, la moto non si impenna e il beneficio è calcolato elettronicamente, a seconda della pendenza. Tutto è perfetto”.

Il prodotto è molto meno attraente di cinque o sei anni fa - continua Rossi -. – In questi ultimi anni spesso ci sono state gare molto noiose. Capisco investire fortemente nel settore dell’elettronica e che tutti questi sistemi sono diretti alle moto di serie, ma c’è bisogno di rigenerare più entusiasmo”. La soluzione, nella testa del nove volte campione del mondo, sarebbe una centalina unica, che poi è quello che ha già proposto Dorna e che sarà obbligatoria, quantomeno sul fronte Hardware, dal 2014. “Così facendo l’abilità del pilota sarebbe nuovamente più importante. Certo, le moto hanno un sacco di potenza. E la sicurezza gioca un ruolo importante. Fondamentale sarà trovare il giusto equilibrio tra sicurezza e spettacolo”.

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