Sportellate - Interlagos porta fortuna alla Ferrari, forse…

L’ultimo mondiale del Cavallino Rampante conquistato proprio all’ultima gara da Kimi Raikkonen, ma erano altri tempi

Tra una settimana staremo parlando, commentando, giudicando il nuovo (se tale sarà) campione del mondo di Formula Uno. Comunque vadano le cose a Interlagos sarà un successo. Il vincitore sarà infatti il re di una stagione a dir poco esaltante. Tanti trionfatori, record di campioni del mondo in pista e duello arrivato fino all’ultimo Gran Premio. Non ci si divertiva così da parecchio tempo, troppo.

Vincerà Sebastian Vettel? Onore e meriti. Stiamo parlando di un talento puro. Tre mondiali consecutivi, una carriera da grande, grandissimo, a soli 25 anni. Cosa si può aggiungere? È vero, a differenza di Alonso il buon Vettel è stato aiutato eccome dal suo team ma è proprio questa la normalità. La Formula Uno è bella proprio per questo, perché veloce, in continua crescita e imprevedibile. Il lavoro di un team al servizio di un pilota più o meno umano. A Vettel è andata così. Il tedesco ha saputo prendere e esaltare la sua monoposto. Alonso ha sorpreso, trasformato la polvere in oro e salvato il salvabile fino al Brasile. Fernando il mondiale lo ha già vinto. Qualcuno poteva fare meglio dell’asturiano? No. Impossibile.

Vincerà proprio lo spagnolo della Ferrari? Onore e meriti anche a lui ma per favore, in questo caso, limitiamoci al pilota e a quella sorte arrivata in aiuto dell’audace. Perché solo la (s)fortuna potrà stendere Vettel. O l’alternatore della Red Bull. Il ritiro di Webber ha infatti fatto scattare l’allarme e gli uomini in Rosso sperano proprio in un qualche difetto strutturale di quella che ad oggi sembra una monoposto praticamente perfetta. Un po’ come la Ferrari. Naturalmente è ironia.

Eppure Interlagos porta fortuna alla Rossa. L’ultimo titolo è arrivato proprio in terra brasiliana. Era il 2007 e non c’era ancora la Red Bull. Il “nemico” era la McLaren (oggi “alletata”) e il pilota in rosso si chiamava Kimi Raikkonen. Una gara fantastica quella della Rossa, capace di approfittare delle follie di una McLaren travolta dalla rivalità interna proprio tra Alonso e Hamilton. Le Ferrari prendono la testa della corsa, Lewis sbaglia, si ritrova costretto a rientrare ai box e rimontare dalla 18esima posizione al settimo posto. Doveva arrivare quinto l’inglese, non ce l’ha fatta. E poi Alonso, in grado di strappare il gradino basso del podio alle spalle di Felipe Massa. Sì, doppietta Ferrari e classifica generale da brividi: Kimi 110, Alonso e Lewis a 109. Serve aggiungere altro?

Sì. La F2007 non era certo la monoposto affidata ad Alonso e Massa in questo 2012. Ben altro potenziale, ben altra crescita e sviluppo nel corso della stagione. Sei Gran Premi vinti da Raikkonen, tre da Felipe Massa. Tre le gare vinte nel finale di stagione, con due successi nelle ultime due tappe iridate in Cina e Brasile appunto. Se lo paragoniamo al finale di questo 2012 e per caso tifiamo Ferrari c’è da mettersi a piangere! Eppure la fortuna decise di parcheggiare ai box Ferrari. Un solo punto per un intero mondiale. Sono passati cinque anni e adesso l’avversario si chiamano Vettel e Red Bull. Inutile sperare? Assurdo crederci? Ai ferraristi, e non solo, la risposta…