Sei Nazioni - L’Italia ripete l’impresa: Francia abbattuta!

Grandissima prestazione della squadra di Brunel che come nel 2011 supera i Bleus per 23-18 nel match valido per la prima giornata del Sei Nazioni 2013. Le mete di Parisse e Castrogiovanni e i calci e le giocate di classe di Orquera (man of the match) decidono una sfida in bilico sino all’ultimo minuto

L’Italia batte la Francia, ancora una volta: no, non è un sogno, è la realtà dei fatti. L’impresa del 2011 è stata ripetuta, e questa vittoria assume dei contorni ancora più importanti, per il modo in cui è arrivata. Questa volta non è la classica “vittoria della domenica”, un successo che arriva quasi per caso: quella del Flaminio era l’impresa, ma ripetersi è sempre più difficile. E l’Italia di Brunel, di Parisse, di Castrogiovanni, di Orquera (finalmente man of the match) ci è riuscita all’Olimpico, confermando i progressi fatti negli ultimi tempi e imponendo un gioco che così non si vedeva da qualche anno a questa parte. 23-18 e complimenti agli azzurri, che battono una delle pretendenti numero uno al trono del Sei Nazioni e che si sono guadagnati di diritto il rispetto di tutte le grandi d’Europa. L’Italia alza di nuovo al cielo il Trofeo Garibaldi: speriamo che sia solo il primo, anzi il secondo di una lunga serie.

ORQUERA IN APERTURA, BOTES NUMERO NOVE - Brunel opta per Tobias Botes e non Edoardo Gori nel ruolo di mediano di mischia, con Luciano Orquera da numero 10. Andrea Lo Cicero è in campo e raggiunge la 99a presenza con la maglia azzurra (a Edimburgo potrebbe fare 100). Il XV scelto dal ct francese prevede una formazione più veloce sulle ali, con McLean e Favaro, e anche un pò di solidità in più sulla linea mediana. Philippe Saint-André conferma il gruppo che ha fatto molto bene nei test autunnali contro Australia e Argentina: torna Dusautoir, che non farà il capitano ma è un leader indiscusso in campo. Michalak torna in cabina di regia con la maglia numero 10, in panchina si rivede Bastareaud, messo ai margini finora per problemi comportamentali.

BELL’INIZIO AZZURRO, MA LA FRANCIA NON VA SOTTO - La squadra che inizia meglio il match è senza dubbio quella azzurra, che per l’occasione in realtà è di bianco vestita. Al 6’ McLean recupera un buon pallone, che Orquera trasforma in contropiede: l’assist per Parisse è perfetto, e il capitano può schiacciare in meta il primo vantaggio italiano della partita. La risposta francese arriva nella prima occasione utile: è Louis Picamoles a fare subito 1-1 in fatto di mete, anche se Michalak non trasforma. La partita è ancora nelle mani degli azzurri che con Orquera capitalizzano le chance che hanno in attacco: il nostro numero 10 è bravo a realizzare un bel drop e a segnare un altro calcio piazzato, che ci portano sul 13-5 e al massimo vantaggio. I francesi fanno la faccia dura, placcano come si deve e vincono qualche touche in più: Huget arriva sino in fondo ma il TMO gli nega una meta che si materializza qualche minuto dopo con Benjamin Fall, bravo ad approfittare del lavoro di Huget e Fritz. Alla pausa i francesi guidano per 15-13, ma l’Italia è ancora pienamente in partita.

CHE DIFESA AZZURRA, E LA FAVOLA DIVENTA REALTA’ - Si riparte nel momento migliore per gli ospiti, che provano anche a dare un’accelerata al match, conquistando calci pericolosi, che possono spezzare il match: al 50’ Michalak ne segna uno, ma dopo tre minuti ne sbaglia un altro. L’Italia rimette le idee in ordine, difende bene e da qui costruisce i suoi attacchi: al 56’ è il momento di dare un po’ di linfa nuova e con gli innesti di Giazzon, De Marchi e Gori i nostri riprendono fiducia. La Francia sbaglia tanto, per merito dei nostri, l’Italia no, e al 58’ ecco la magia che cambia il volto del match: Orquera inventa un grande offload per Castrogiovanni, che schiaccia in meta il pareggio azzurro. Che poi diventa sorpasso, con la conversione dello stesso Orquera. Sul 20-18, l’Olimpico si desta e si esalta sulla difesa strenua dei giocatori in campo: l’Italia non molla un metro, la Francia è impaurita e disorganizzata più che mai. Al 69’ arriva un’altra mazzata sulla schiena dei cugini: il drop del neo-entrato Burton fa alzare ancora più alto l’urlo dello stadio romano, ormai diventato una bolgia. La Francia si riduce all’ultimo attacco per trovare i punti che mancano per colmare il gap con gli azzurri, ma non trova le forze emotive e fisiche per reagire. L’Italrugby invece sì e allora dopo il fischio finale può esplodere la gioia di giocatori, dei dirigenti e dei tifosi. L’Italia alza la testa, perché vuole entrare tra le big europee, le altre ora forse avranno un po’ di paura in più.

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