NBA - Durant e Bryant: triple doppie e vittorie

Kevin Durant e Kobe Bryant extra-lusso trascinano le rispettive squadre al successo nella notte: OKC batte Golden State, mentre i Lakers inanellano la quarta vittoria in cinque gare dopo il licenziamento di Mike Brown. Scivolone Boston, ko a Detroit

NEW YORK KNICKS-INDIANA PACERS 88-76

"L'anno scorso avremmo perso una partita come questa - afferma Tyson Chandler, uno che, in linea di massima, può contare su una qual certa esperienza e anche su un po' di argenteria fra le dita -. Ma questa squadra è maturata tantissimo, così come i giocatori che la compongono. Abbiamo tantissimi veterani che capiscono perfettamente il gioco e, alla fine dell'anno, sono vittorie come queste che ti fanno stare sopra o sotto in classifica".

I Knicks non arrivano nemmeno al 37% complessivo dal campo al tiro, ma di fronte hanno una Indiana che, priva di Danny Granger, in attacco risulta ancora più spuntata: la squadra di Frank Vogel chiude con 19 palle perse e soltanto 30 punti realizzati in un primo tempo da incubo. I Knicks costruiscono un margine in doppia cifra nei primi due quarti della partita e poi possono amministrare, scacciando così i fantasmi della sconfitta di Memphis, che aveva intaccato il record fino a quel momento perfetto: Carmelo Anthony realizza 26 punti (9/22 al tiro) con 9 rimbalzi, Felton ne aggiunge 11 con 8 assist, mentre JR Smith, dalla panchina, contribuisce con 13 e 7 rimbalzi.

OKLAHOMA CITY-GOLDEN STATE WARRIORS 119-109

Il binomio Kevin Durant-grande realizzatore tende a non essere più così esaustivo. Perché nonostante la stella dei Thunder continui a segnare ventelli e trentelli a raffica, sta dimostrando di essere ancora in grande crescita in tutti gli aspetti del gioco: e questa notte, contro gli Warriors, è arrivata la sua prima tripla doppia stagionale, composta da 25 punti, 13 rimbalzi e 10 assist.

"Ci sono serate in cui mi è chiesto di realizzare 30 punti, altre in cui è meglio se distribuisco 7-8 assist. Sto cercando di essere un giocatore completo per aiutare la mia squadra a vincere. Poi, le statistiche mi interessano il giusto".

Il festeggiamento per la vittoria (l'ottava in stagione) arriva a 5' dalla sirena, quando serve il suo decimo assist per una bomba di Kevin Martin (esiziale dalla panchina con 23 punti) che ricaccia al mittente l'ultimo tentativo di rimonta di Golden State, in grado di recuperare dal -22 fino al -7 grazie ai 22 punti di Steph Curry e ai 19 con 10 rimbalzi di David Lee, schierato ancora al fianco di Festus Ezeli in quintetto base per l'assenza di Bogut.

DETROIT PISTONS-BOSTON CELTICS 103-83

I Pistons ci stanno prendendo gusto. Dopo aver registrato la prima vittoria della stagione in versione corsara a Philadelphia, arriva anche il primo successo casalingo, un rotondissimo +20 contro una Boston, per la verità, piuttosto logora per un calendario complicato, che la costringeva a giocare la quarta partita in cinque serate. Greg Monroe guida la formazione di Lawrence Frank con una doppia-doppia da 20 punti e 13 rimbalzi, seguito dai 15 di Jason Maxiell: Detroit finora ha giocato relativamente poco al Palace of Auburn Hills, ma nelle tre gare precedenti contro Phoenix, OKC e Orlando aveva sempre sprecato un vantaggio in doppia cifra. I Celtics, invece, una volta scappati i buoi dal carro giocano esclusivamente per permettere a Rajon Rondo di chiudere un'altra partita in doppia cifra con gli assist (10): l'ultimo arriva a 51" dalla sirena, grazie a un canestro di Jared Sullinger, il miglior realizzatore biancoverde a quota 16. Per il play di Boston è la 34esima gara consecutiva con almeno 10 assist, la terza più lunga nella storia della NBA alle spalle di John Stockton (37) e Magic Johnson (46).

"Perché no? - commenterà coach Doc Rivers -. La stampa continua a parlarne e allora ho deciso di continuare a provarci (anche schierando quintetti ultra-leggeri per agevolarlo, ndr). Ma la cosa più divertente, è che più cercavamo di fargli fare assist, meno ci riuscivamo...".

PORTLAND TRAIL BLAZERS-CHICAGO BULLS 102-94

L'ultima volta che Portland vinse tre gare consecutive risale addirittura alle prime tre partite della scorsa stagione, poi terminata nel peggiore dei modi con la sostanziale dissoluzione di un gruppo che, sulla carta, aveva ben altri obiettivi e prospettive. Ora, dopo aver battuto in serie Sacramento, Houston e Chicago, questa squadra sta provando a ritrovare una sua identità.

"Vincere fa sempre bene, aumenta la fiducia in se stessi - racconta Wes Matthews, vero killer della partita con 21 punti e 9/15 dal campo -. Finalmente stiamo giocando come una squadra che sa cosa fare per vincere". Come Matthews, anche Batum realizza 21 punti, seguito dai 18+13 di Aldridge e dai 16 di Lillard, che sta ritrovando confidenza con la sua mano dopo un breve periodo di appannamento a metà mese.

"Non abbiamo difeso, non siamo stati intensi - spiega invece coach Thibodeau per una Chicago che riscivola a quota .500 causa anche il ko della scorsa notte contro i Clippers -. Difesa, rimbalzi, palle perse. Sono tutte cose che stanno facendo la differenza in negativo in questo momento. Dobbiamo riuscire a correggerle, perché sono i particolari che fanno vincere". Ai Bulls non basta un Noah in odore di tripla doppia con 16 punti, 15 rimbalzi e 8 assist e un Nate Robinson da 18 punti dalla panchina. Per Belinelli soltanto 2 punti (su tiro libero) in 19' (0/3 dal campo).

LOS ANGELES LAKERS-HOUSTON ROCKETS 119-108

Per il momento Mike D'Antoni fa sentire la sua voce e i suoi dettami tecnico-tattici in allenamento, ma osserva ancora le partite dallo spogliatoio, lasciando spazio a Bernie Bickerstaff e concedendo ancora un po' di riposo al suo ginocchio recentemente operato. Ma i suoi Lakers danno l'idea di aver compreso abbastanza rapidamente i suoi dettami. Giunti alla quarta vittoria in cinque gare dopo il burrascoso licenziamento di Mike Brown (un successo che riporta i gialloviola a quota .500 di vittorie e nel quadro playoff), i Lakers giocano una pallacanestro più rilassata, sciolta e divertente, trascinati da un Kobe Bryant in versione tripla-doppia da 22 punti, 11 assist e altrettanti rimbalzi. All'interno di un quintetto che chiude completamente in doppia cifra, spiccano i 28 con 13 rimbalzi di Howard e i 17 di Pau Gasol.

Houston, invece, alla sesta sconfitta nelle ultime 8 uscite e alla quarta gara consecutiva senza coach Kevin McHale, lontano dalla squadra per motivi familiari, ha 20 punti da James Harden e 24 da Chandler Parsons.

TORONTO RAPTORS-ORLANDO MAGIC 97-86

PHILADELPHIA 76ERS-CLEVELAND CAVALIERS 86-79

SACRAMENTO KINGS-BROOKLYN NETS 90-99

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