NBA - Knicks sul velluto, Lakers ok con D'Antoni

I New York Knicks mettono in cassaforte l'ottava vittoria stagionale ripassando pesantemente anche New Orleans, mentre i Lakers tornano ad avere un record positivo battendo i Nets nella prima partita con D'Antoni effettivamente in panchina. Terzo successo in fila anche per Philadelphia, che batte Toronto in rimonta

PHILADELPHIA 76ERS-TORONTO RAPTORS 106-98

Il ginocchio di Andrew Bynum, rigonfiatosi durante una rilassante partita di bowling, non lascia particolarmente tranquilla la dirigenza dei Sixers, che per puntare sull'ex-centrone di LA ha dovuto sacrificare Iguodala, Brand e riconcepire completamente la squadra, ma finché le vittorie continuano ad arrivare anche senza di lui... I Sixers inanellano la terza W consecutiva, questa volta in rimonta dopo aver sofferto i Raptors per i primi tre quarti abbondanti: decisivo il parzialone di 33-19 nell'ultimo periodo, con l'esplosione di Nick Young dalla panchina (23 punti cui si aggiungono, inusualmente, anche 3 rimbalzi e 4 assist per un giocatore estremamente mono-dimensionale), autore delle due bombe che permettono l'aggancio a 5' dalla sirena; poi ci pensa l'esperienza di Jason Richardson (17) nei momenti finali.

A Toronto, che ha cominciato un periodo del calendario complesso (10 gare su 12 in trasferta), non basta il ritorno di Kyle Lowry dopo 6 gare di assenza (13 e 7 assist dalla panchina) e nemmeno i 24 di DeRozan e i 22 di Bargnani, con 10/21 al tiro. José Calderon, reduce dal suo season-high di assist contro Orlando (18) chiude ancora in doppia cifra alla voce assistenze a quota 12.

Philadelphia: T. Young 18, Turner 12, Brown 0, Holiday 19, Richardson 21; Allen 4, Wright 3, Hawes 6, Ivey 0, N. Young 23.

Toronto: McGuire 4, Bargnani 22, Valanciunas 11, Calderon 13, DeRozan 24; Davis 2, Johnson 4, Kleiza 5, Lowry 13, Lucas 0.

NEW ORLEANS HORNETS-NEW YORK KNICKS 80-102

Dopo la sconfitta contro Memphis che ha intaccato il record fino a quel momento perfetto, i Knicks tornano a macinare gioco e vittorie facendo un solo boccone degli Hornets ancora una volta orfani sia di Anthony Davis (caviglia) sia di Eric Gordon. La partita, praticamente, non esiste: Carmelo Anthony domina letteralmente il primo quarto con 19 dei suoi 29 punti complessivi e scava già un parziale importante (+12), poi, nel terzo periodo, un altro parzialone di 30-16 apre definitivamente le stalle per far scappare i (pochi) buoi rimasti. Oltre al trentello sfiorato da Melo, ci sono i 15 punti a testa per Felton (arrivati con 5 delle 14 triple mandate a bersaglio di squadra dai Knicks) e per JR Smith dalla panchina, più i 12 rimbalzi di Tyson Chandler.

"Stiamo giocando la miglior pallacanestro della Lega - commenta lo stesso Chandler - e questo è anche per merito di Anthony. Sta giocando alla grandissima su entrambi i lati del campo. Se dovessimo già stilare una classifica per l'MVP, Melo sarebbe sicuramente il primo della lista".

I Knicks, sempre in testa alla Eastern Conference con un record di 8-1, sperano nella storia: nelle altre due occasioni in cui sono partiti con questo record, hanno vinto l'anello (1969-70 e 1972-73).

New Orleans: Anderson 15, Aminu 0, Lopez 11, Vasquez 10, Rivers 14; Smith 4, Thomas 8, Miller 0, Roberts 13, Henry 4, Mason 1.

New York: Anthony 29, Brewer 10, Chandler 7, Kidd 3, Felton 15; Wallace 6, Novak 8, Copeland 2, Camby 0, Prigioni 0, White 7, Smith 15.

LOS ANGELES LAKERS-BROOKLYN NETS 95-90

Nove giorni dopo la sua nomina ufficiale a capo allenatore, Mike D'Antoni fa la sua prima comparsa sulla panchina gialloviola raccogliendo il timone da Bernie Bickerstaff, professionista d'oro nel momento di transizione dopo il licenziamento di Mike Brown. L'ex-playmaker dell'Olimpia Milano, reduce da un'operazione di ricostruzione totale del ginocchio, non sprizza certo energia e vitalità da tutti i pori, alzandosi raramente dalla sedia, ma l'entusiasmo che ha portato nella Città degli Angeli è palpabile sotto tutti i punti di vista.

"Con la squadra che abbiamo non c'è motivo per cui non possiamo vincere tutte le partite - racconta -. Questo è l'obiettivo. Vincere sempre. Non ci accontentiamo di un buon record. Lo vogliamo ottimo. Penso che questa sia la squadra più forte della Lega: abbiamo un livello di talento altissimo, possiamo fare quello che vogliamo. Dobbiamo soltanto continuare a perfezionare i particolari".

Tanto per iniziare, i Lakers spezzano la striscia di cinque vittorie consecutive con cui i Nets si presentano allo Staples Center, trascinati da un Kobe Bryant da 25 punti, 6 dei quali negli ultimi due minuti, decisivi. Il Black Mamba riceve una gran mano da Howard, in doppia-doppia con 23 punti e 15 rimbalzi nonostante un orripilante 7/19 ai liberi che fa franare al 51% la percentuale di squadra, mentre Pau Gasol e World Peace contribuiscono con 17 a testa lavorando egregiamente anche a rimbalzo. Los Angeles, che arriva finalmente ad avere un record positivo per la prima volta in stagione (6-5, sesto posto a Ovest), dovrà probabilmente fare a meno sia di Steve Blake sia di Steve Nash per le prossime quattro partite: ora il calendario presenta un ciclo di tre gare fuori casa, a cominciare dal non impossibile impegno a Sacramento.

Los Angeles: Gasol 17, World Peace 17, Howard 23, Morris 3, Bryant 23; Jamison 2, Hill 4, Duhon 4, Meeks 0.

Brooklyn: Humphries 7, Wallace 7, Lopez 23, Williams 22, Johnson 14; Blatche 4, Evans 0, Stackhouse 5, Watson 8, Brooks 0.

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