Rugby - I Pumas graffiano il Galles; Inghilterra no problem

Non solo Italia nel sabato del rugby internazionale: successo esterno del Sudafrica in Irlanda (16-12), così come l'Argentina che sorprende il Galles (26-12). Nessuna difficoltà per un'Inghilterra da record (sette mete) contro le Isole Fiji, Francia a valanga sulla giovane Australia (33-6)

INGHILTERRA-ISOLE FIJI 54-12

L'Inghilterra parte male ma chiude con il botto la prima partita delle quattro che vedranno Twickenham al centro del mondo rugbistico: la squadra di Stuart Lancaster mette a segno anche un record, facendo registrare la bellezza di sette mete contro i malcapitati isolani. Gli inglesi, i più giovani (per scelta) da molti anni a questa parte e in formazione molto "futuristica", prendono subito il comando delle operazioni e all'intervallo guidano già la sfida per 25-0, grazie alle mete di Charlie Sharples e Ugo Monye e una tecnica. A queste nella ripresa si aggiungeranno quella del flanker Tom Johnson, una seconda di Sharples e due di Manu Tuikagi. Dominio completo, anche se gli ospiti riescono a marcare con Nikola Matawalu e Seko Kalou. Gli prossimi impegni saranno diversi per il XV della Rosa: nell'ordine, Australia, Sudafrica e Nuova Zelanda. Auguri!

GALLES-ARGENTINA 12-26

L'Argentina annichilisce il Millenium Stadium: di fronte a un Galles che veniva dal Grande Slam collezionato all'ultimo Sei Nazioni e un pubblico di 70.000 appassionati i Pumas spiegano al mondo perché Nuova Zelanda, Sudafrica e Australia hanno aperto loro le porte del Tri-Nations. 26-12 a Cardiff a un team, quello dei Dragoni, completamente dominato dal punto di vista territoriale e soprattutto arginati dal punto di vista offensivo. L'Argentina guida le danze già al termine del primo tempo, chiuso sul 9-6, e a far diventare irrecuperabile il match ci pensano le mete delle due ali, Juan Imhoff e Jose Camacho, a distanza di cinque minuti. Un uno-due che atterra i padroni di casa, insieme ai punti del tiratore Nicolas Sanchez, autore di due drop e di 13 punti totali. Troppo poco i quattro calci mandati a bersaglio da Leigh Halfpenny: il XV campione del Sei Nazioni è impantanato. Dopo le tre sberle inglesi di giugno, ecco un bel graffio corsaro dei Pumas.

IRLANDA-SUDAFRICA 12-16

Quinta sconfitta consecutiva per l'Irlanda, che fronteggiava un buon Sudafrica: non un brutto ko quello dei verdi, che non concedono moltissimo, anzi concedono pochissimo agli avversari, al solito molto solidi e avari di spettacolo. A Lansdowne Road la partita è super-tirata e lle squadre vanno a referto solamente quando arrivano gli errori e i falli da parte degli avversari. Tutti i calci di Sexton (ai minuti 6, 11, 21, 31) arrivano tutti nel primo, in cui l'Irlanda, più quadrata tra le due quadrate, chiude avanti per 12-3. Nella ripresa, di fatto, ci sono solo gli Springboks, almeno sul tabellino: l'unica meta del match, in mezzo ai pali, è di Pieenar. Lambie fa il resto trasformandola e aggiungendo altri tre calci (uno è del primo tempo). I 52.000 spettatori irlandesi se ne vanno con un'altra sconfitta, ma a testa alta.

FRANCIA-AUSTRALIA 33-6

"Mon Dieu", che bella Francia! I Bleus partono alla grande nel tour di novembre, battendo nettamente una dimessa Australia: 33-6 e i transalpini riassaporano una vittoria che mancava ormai dal 2005. Là dove Marc Lievremont aveva fallito per ben cinque volte, riesce Philippe Saint-André al suo primo tentativo: i Wallabies sono dominati, e per un punto la vittoria dei francesi non assume addirittura contorni storici (nel 1976 finì 34-6), cancellando almeno in parte l'umiliazione che ancora allo Stade de France si ricordano, datata 2010 (59-16). Louis Picamoles apre i giochi in un primo tempo portato a casa dai padroni di casa per 16-6. Nella ripresa sale in cattedra Michalak, che serve a Fofana la meta numero due (la numero tre arriverà di lì a poco grazie al fischio dell'arbitro: meta tecnica). Un'Australia irroconoscibile è tutta nel piede di Harris.