Rugby - Italia bella a metà: Tonga battuta di misura

L'Italrugby non convince appieno ma vince: a Brescia contro gli isolani finisce 28-23 per gli uomini di Brunel. Il bresciano Cittadini (MVP), il vice-capitano Ghiraldini e una meta tecnica fanno sorridere i nostri. Ma contro Nuova Zelanda e Australia bisognerà fare meglio

Bene così, per il momento. Questa era la prima partita dei test match di novembre dell'Italrugby, ma forse anche la più difficile e importante. Sì, perché contro Tonga (numero 12 al mondo, l'Italia è all'11) non si poteva fare altro che vincere: Nuova Zelanda e Australia, le prossime avversarie azzurre, sono di un altro pianeta (oltre che di un altro emisfero). La partita è bruttina, e soprattutto per merito degli azzurri, che se la aggiudicano ma non a pieni voti. Perché nel primo tempo hanno sofferto troppo, e perché soprattutto non sono riusciti a costruire un gioco credibile. Ma tant'è: ci teniamo il risultato, un risicato 28-23, per il resto aspettiamo occasioni migliori.

Formazione molto ragionata quella che sceglie per l'occasione il ct Jacques Brunel: ben dieci gli elementi del Benetton Treviso, uno di questi all'esordio dal primo minuto con la maglia azzurra: si tratta di Tommy Iannone. L'Italia sa che questa è una partita importante, da vincere a tutti i costi (impossibile pensare che contro Nuova Zelanda e Australia possano arrivare più che due "simpatiche" sconfitte), ma l'inizio non è dei migliori: Apikotoa prima sbaglia un drop dopo pochi secondi di gioco, poi punisce gli azzurri al calcio per ben due volte. In mezzo però ecco il boato del Rigamonti che saluta la meta del bresciano Lorenzo Cittadini, bravo e caparbio nel recuperare un ovale mal calciato dagli isolani.

Come detto, però l'inizio non è molto favorevole, anzi: gli azzurri non gestiscono bene le poche palle a disposizione e soprattutto vanno sotto in fase difensiva. Per placcare un tongano ci voglio tre giocatori dell'Italia. Ecco giustificato i il cartellino giallo a capitan Parisse al minuto 26, che genera il nuovo vantaggio tongano. Sul 9-8, l'Italia si fa vedere timidamente in avanti e fa in tempo a segnare il calcio del nuovo vantaggio. Ma poi è ancora Tonga a dettare legge: al 35', ancora in superiorità numerica arriva la meta di Alisona Taumalolo (il numero 1), trasformata da Apikotoa. 16-11 per i rossi e buio pesto per i nostri. A questo punto i nostri dimostrano carattere e chiudono con un paio di begli arrembaggi: la seconda mischia premia Ghiraldini con la meta che vale il controsorpasso sul 18-16.

Finora, poco di positivo. E invece l'inizio di secondo tempo sembra promettente: l'Italia mette alle corde gli isolani, costringendoli nei propri cinque metri. Però la meta, per una ragione o per l'altra, non arriva. Bisogna attendere il 53' per assistere ai primi punti della ripresa: portano la firma di Burton al calcio, 21-16 Italia. Tonga ha abbassato la cresta: la squadra ospite è molto più triste e dimessa, limitandosi all'azione difensiva e non dando troppa importanza alla fase di costruzione, per altro carente. Gli azzurri, da par loro, cercano di affondare il colpo ferale, non riuscendoci con Burton e Zanni. Serve più spinta alla mischia e allora dentro anche Castrogiovanni con Pavanello: detto, fatto. Al 65' arriva la meta tecnica per gli azzurri, che si involano sul 28-16.

La torta non è ancora completa però: Tonga è viva e al 68' arriva la gran meta che rimette gli ospiti in partita. Il numero 14 Fetùu Vainikolo è imprendibile a sinistra, e il solito Apikotoa segna il 28-23. Continua la girandola dei cambi, Brunel cerca di inserire forze fresche per non correre rischi. Fioccano i cartellini intanto, a dimostrazione che i tongani non sono certo rugbisti raffinati: fuori prima Lokotui poi Vungakoto. L'Italia può colpire ancora, ma non lo fa. Finisce così: 28-23. Prendiamoci il risultato e poco altro.