Rugby: sabato in 80.000 all'Olimpico per sfidare i mitici All Blacks

(ASCA) - Roma, 15 nov - Otto cambi per cercare di non rendere il match uno show All Blacks ma qualcosa che possa sembrare una partita ad armi pari. In una Capitale che ha appena rischiato di affondare sotto la piena del Tevere, l'Italia e' pronta a sfidare la marea nera, quella neozelandese dei superuomini del rugby, il Brasile dell'ovale, i campioni del mondo che hanno attirato, per sabato prossimo, 80 mila spettatori all'Olimpico per una partita-evento dove il risultato e' gia' scritto ma che servira' quantomeno per capire quale sia davvero il nostro livello in rapporto alla squadra piu' forte. Se siamo lontani o vicini dall'elite, se resta ancora una nazionale di belle speranze e di pacche sulle spalle - riferisce AgenziaInforma' o qualcosa di piu' concreto e solido. Quella vista contro le Tonga non e' apparsa una nazionale di livello e di quel pomeriggio bresciano c'e' stato da raccogliere soltanto la vittoria. Per questo il ct Brunel stavolta ha cambiato otto quindicesimi, rivoluzionato reparti e provato alternative proprio perche' la montagna e' alta e c'e' bisogno di gente che sappia bene come si affronta una scalata: ''Gli All Blacks sono come l'Everest e noi siamo degli alpinisti senza paura pronti a sopportare il freddo e le intemperie. Altrimenti e' meglio rimanere tranquilli sul Monte Bianco''. Usa le metafore escursionistiche il tecnico transalpino cercando di scuotere l'ambiente dopo aver spiegato ai suoi che per reggere l'urto non bisogna aspettare che arrivi l'onda ma affrontarla imponendo il gioco. Non l'abbiamo fatto contro Tonga ma imporre deve rimanere l'obiettivo di questa squadra''. Due le vere novita' rispetto a sabato scorso. Il ct ha deciso di fare rientrare Mirco Bergamasco all'ala insieme a Venditti, questo perche' tra gli esterni c'e' poca profondita' rispetto ai centri. In mediana all'apertura Brunel vuole testare Orquera (che non ha mai giocato in quel ruolo con la gestione francese) e fara' coppia inedita con Gori che prende il posto di Botes come mediano di mischia. Confermati in terza linea gli inamovibili capitan Parisse e Zanni, conquista un posto dal primo minuto Simone Favaro che sostituisce Barbieri. Per Parisse la sfida agli All Blacks, contro cui ha esordito diciottenne nel 2002, coincide con il cap numero novanta. In seconda linea si e' puntata sulla coppia trevigiana Pavanello e Minto (al proprio esordio assoluto in maglia azzurra). A completare la formazione una prima linea di esperienza (231 caps) con Castrogiovanni (90 caps) Ghiraldini e Lo Cicero. Tra i trequarti dunque conservano il posto l'estremo Masi e la coppia di centri del Benetton, Sgarbi e Benvenuti. Brunel ha fiducia, l'ultima volta che ha affrontato la Nuova Zelanda era assistente allenatore della Francia e vinse. Spera di proseguire questa serie vincente. Ma l'Italia non e' la Francia. Perdere con onore sarebbe la piu' splendida delle vittorie. L'ultimo precedente e' vecchio di tre anni esatti: il 14 novembre, al ''Giuseppe Meazza'' di Milano, anche quello pieno, i tuttineri superarono l'Italia per 20-6. Fummo bravi e attenti ma ci graziarono. Per sabato il ct Hansen optera' per alcuni cambiamenti (soprattutto dietro) ma senza troppo stravolgimenti. Niente McCaw e Carter in panchina ma la mischia (punto di forza degli azzurri) verra' affidata a giocatori esperti.