Sammartino conferma "Niente Hall of Fame"

La leggenda della WWE non sembra avere alcuna intenzione di cambiare idea rispetto alla induzione nella Hall of Fame che la WWE gli ha offerto: a frenarlo sono rapporti ormai compromessi da diversi anni e una coerenza di ferro

Bruno Sammartino non cambia idea. Dunque, con quasi assoluta certezza, si può escludere che il leggendario campione della WWE (anche se quando lui lottava la compagnia non aveva questa sigla per come la conosciamo oggi) potrà essere indotto nella Hall of Fame, la più alta onorificenza della compagnia di pro-wrestling, la cui cerimonia si tiene ogni anno il giorno prima di Wrestlemania.

SAMMARTINO, COERENZA DI FERRO - E' da ormai quasi venti anni che Sammartino rimane una celebrità fuori dal ring, non avendo mai accettato di scendere a patti con la WWE e con Vince McMahon del quale disse... "se dovessi ancora fare affari con lui non potrei guardarmi allo specchio senza sputarci dentro". Eppure Sammartino nei giorni di Wrestlemania sarà ospite di una convention dedicata al wrestling professionistico poco lontano dallo showcase of the immortals. E questa, di per se stessa, è una rarità: sembra quasi un dispetto nei confronti della WWE, perché Sammartino ha sempre respinto qualsiasi invito senza mai uscire dalla sua città (Pittsburgh) rifiutando anche ingentissime somme di denaro.

SE NON BRUNO CHI? - La WWE è stata colta di sorpresa dal rifiuto di Sammartino e sta ripiegando su altri nomi: Mick Foley, Kevin Nash e Bob Backlund sono i più probabili ma si parla molto anche di Ultimate Warrior, la cui posizione nei confronti della WWE è stata molto dura e di forte distacco negli ultimi anni, tant'è che è stato uno dei pochissimi wrestler della golden era a rifiutare categoricamente qualsiasi coinvolgimento nello show in questi ultimi anni.

E SE FOSSE OWEN HART? - L'altro nome importante è quello di Owen Hart, tragicamente scomparso a soli 34 anni in un incidente avvenuto immediatamente prima della pay per view Over The Edge in programma a Kansas City. Hart precipitò a terra da una corda legata al tetto della Kemper Arena con la quale doveva atterrare sul ring... la corda cedette e Hart morì qualche minuto dopo essere stato ricoverato a causa dei gravissimi traumi riportati nel tremendo urto a terra. Martha Patterson, la moglie di Owen, aveva citato in giudizio la WWF per diversi milioni di dollari con i quali creò una fondazione nel nome del marito per poi allontanarsi definitivamente dal business e dalla famiglia Hart con la quale ebbe un aspro contrasto anche in tribunale. Ultimamente lei e il cognato, Bret "The Hitman" Hart, indotto nella Hall of Fame nel 2006, si sono riavvicinati ma con l'ex moglie di lei, autrice di un libro molto controverso, la Patterson ha litigato aspramente. Tuttavia la vedova di Owen Hart non ha mai dimenticato l'affetto e l'amore sincero che i fan nutrivano per il marito, e sarebbe disposta a fare un passo indietro, e a rappresentare Owen solo per ricordarne la memoria di wrestler, una memoria diventata leggenda agli occhi dei fan. E per questo, pur restando su posizioni molto critiche nei confronti della compagnia, potrebbe anche decidere di accettare un'induzione che tutti i fan della WWE spingono con grande energia soprattutto dopo che anche lo stesso nome Bret Hart è stato inserito nella Hall of Fame non molto tempo fa.