Serie A - Abete ancora presidente Figc: "Sarà un quadriennio duro"

Era candidato unico e ha ricevuto la quasi totalità dei voti, ma fa sapere che non si ricandiderà. Per le elezioni del Coni, invece, fa sapere che "Malagò è un amico, ma voterò per Pagnozzi"

Giancarlo Abete è stato confermato presidente della Federcalcio. Abete, numero uno del calcio italiano dal 2006 e candidato unico, ha ricevuto il 94,34 per cento dei voti dall'Assemblea riunita al Marriott Park Hotel di Roma.

"Sono contento per il risultato ottenuto, questo per me sarà l'ultimo candidato, un quadriennio molto difficile - commenta Abete Ci aspettiamo quattro anni duri difficili perché la situazione è complessa dal punto di vista valoriale ed economico. Darò il massimo per risolvere i problemi, poi non mi ricandiderò perché credo sia giusto fermarsi".

"L'unità del mondo del calcio non deve andare a discapito della dialettica, però avere un consenso ampio a scrutinio segreto è motivo di grande soddisfazione - spiega ancora - La legge sugli stadi? C'è un costo della comunità pari a zero perché si crea solo sviluppo e lavoro ed una maggiore competitività del sistema calcio, cercando di approfondire quelle garanzie, già esistenti, circa la tutela del patrimonio ambientale".

E la giustizia sportiva? "Verrà ridisegnata una situazione che tenga conto di due fattori: la permanenza del principio, sancito dai codici di Fifa, Uefa e Coni, e un sistema di attenuanti applicate a questa fattispecie - continua - Questo avviene già per i fatti di violenza, deve avvenire anche per le scommesse".

Un commento poi sul campionato di Serie A. "E' un campionato interessante per tutti, salvo per quelli che sperano di prendere il largo prima possibile e di poter avere una ottimale concentrazione in coppa - racconta - Un campionato aperto è un patrimonio di interesse di tutto il calcio. Abbiamo cinque squadre impegnate tra Champions League ed Europa League, il calcio è bello perché non propone schemi bloccati. Chi pensava al distacco abissale, in Spagna, tra Barcellona e Real Madrid... Tutti noi abbiamo il diritto-dovere di fare delle previsioni ed il tifo, ma il calcio propone scenari sempre nuovi da un momento all'altro".

Infine, un accenno anche alle elezioni presidenziali del Coni. "Giovanni Malagò è un dirigente di qualità e un amico, ma per la presidenza del Coni io voterò Raffaele Pagnozzi - conclude - iI dottor Pagnozzi ha costituito in questi anni un punto di riferimento per l'intero sport italiano, una persona che nel 1996 è riuscita a risolvere il commissariamento della federazione in tre mesi nel 1996, una persona che ha esperienza internazionale e ha dimostrato massima duttilita' come segretario generale del Coni".