Serie A - Disastro Inter, a Siena è notte fonda

Seconda figuraccia dell'Inter contro il Siena. Dopo il ko dell'andata a San Siro, gli uomini di Stramaccioni crollano anche in Toscana, battuti 3-1 e piegati dai gol e dalle prestazioni di Emeghaba, Sestu e Rosina. Non riesce ad accendere la miccia il momentaneo pareggio di Antonio Cassano. Male i nuovi arrivi Schelotto (sostituito nell'intervallo) e Kuzmanovic. Rimandato Kovacic

Brutta, bruttissima Inter. A nulla sembra essere servito il ko di San Siro nell’andata, contro il Siena vittorioso a Milano per 2-0. Anche in Toscana, il fanalino di coda del campionato riesce a passare e gestire il vantaggio con inquietante facilità. Inter slegata in ogni reparto e capace di regalare l’intera parte destra del campo per oltre 45 minuti. Proprio da quella parte infatti sono arrivati i gol e le azioni pericolose. In evidente ritardo di condizione Schelotto, bruciato, anzi sverniciato da Sestu e Rubin. Incapace Zanetti di risolvere la situazione lasciando spazio ai giocatori avversari, liberi il primo di segnare l’eurogol del 2-1, il secondo di attivare l’azione del vantaggio di Emeghara dopo venti minuti di gioco. Tutto facile per il Siena che nella ripresa, con Rosina, chiude il conto su calcio di rigore.

Stramaccioni, sicuro di fare risultato a Siena, manda subito in campo dal primo minuto Schelotto e Kuzmanovic. Il primo è la bruttissima copia del giocatore dell’Atalanta e il secondo si limita a un paio di conclusioni dalla distanza. Ingiusto però scaricare tutte le responsabilità sui due nuovi arrivi. Alla base del fallimento nerazzurro ci sono infatti aspetti che vanno ben oltre la prestazione di elementi arrivati venerdì ad Appiano. Su tutti una forma fisica a tratti imbarazzante. Il Siena arriva prima su ogni pallone e riesce a seminare il panico sulla trequarti. Zanetti non corre, Ranocchia sbaglia e Juan Jesus mette qualche pezza qua e là. A centrocampo il vuoto. Manca Cambiasso e si sente e l’unico a far vedere qualcosa è Nagatomo, con tanta corsa e qualche traversone interessante. Cassano dura un quarto d’ora e Palacio scompare dopo appena un tempo.

Dopo venti minuti, all’ennesimo affondo, il Siena passa con Emeghara che insacca (in sospetto fuorigioco) deviando in porta un cross dalla sinistra. Un minuto più tardi Cassano con un tiro cross beffa Pegolo, quindi Sestu (migliore in campo) riporta avanti i padroni di casa con un gran tiro dal limite dell’area. Nella ripresa Stramaccioni richiama Schelotto per Kovacic, arretrando Nagatomo. Una soluzione obbligata ma che non riesce a cambiare il match. Il Siena gestisce senza problemi e anzi, dopo un quarto d’ora di gioco, chiude il match su calcio di rigore. Pallone in area per Emeghara che brucia la difesa nerazzurra, Chivu si vede costretto a stendere l’attaccante avversario. Cartellino rosso, calcio di rigore e Inter in dieci. Peggio di così impossibile, anche perché dagli undici metri non sbaglia Rosina.

Il finale è un triste quanto sterile forcing nerazzurro, con i giocatori incapaci di costruire la men che minima occasione da gol. Cassano colpisce una traversa prima di lasciare il campo per Rocchi. Dall’altra parte Handanovic salva su Rosina e Sestu continua a dettare legge sulla trequarti, da sinistra a destra. Kovacic si limita all’abc del calcio e Rocchi non tocca palla per venti minuti. Gargano nel finale prende il posto del nervoso, e ammonito, Guarin. Non cambia il risultato e continua per l’Inter la “maledizione Juve”. Gli uomini di Stramaccioni non vincono infatti fuori casa in campionato dal 3 novembre, nel match dello Juventus Stadium. Un momento complicato per la squadra nerazzurra che con il successo della Fiorentina e il Milan ormai in scia mette a rischio la zona Europa.

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