Serie A - Marco Benassi, il Paulinho low-cost

Andiamo alla scoperta del centrocampista classe 1994 che ha stregato Andrea Stramaccioni e i tifosi interisti con lo splendido debutto in Serie A di sabato sera contro il Pescara: un ragazzo dai piedi buoni che farà strada

Se è vero che la vittoria ai danni del Pescara è un’ottima notizia, non si può negare che la migliore novità della serata interista sia indubbiamente stata la prestazione di Marco Benassi. Un debuttante dalle prospettive più che incoraggianti a giudicare dal suo debutto in Serie A. Novanta minuti più recupero conditi da preziosi recuperi difensivi e intelligenti inserimenti in avanti. Una scoperta che potrebbe risultare molto utile nel girone di ritorno ad Andrea Stramaccioni, ancora alla ricerca di un rinforzo a centrocampo. Che sia lui l’alternativa low-cost a Paulinho?

NATO L’8 SETTEMBRE – I dati che circolano su molti siti internet non vi confondano, come è già capitato ad alcuni cronisti. Contrariamente alla “burla” che lo vorrebbe essere nato il 5 maggio 1994, la data di nascita di Benassi è l’8 settembre dello stesso anno. Comunque sia, si tratta di un giorno storico, anche se non si tratta del tonfo interista del 2002 (o della morte di Napoleone nel 1821) ma dell’armistizio del 1943. Evocazioni storiche a parte, quello che conta è che il ragazzo nato a Modena sembra avere le qualità giuste per scrivere la propria pagina di storia. Cresciuto nella polisportiva dilettantistica Gino Poli, a sei anni è passato al Modena dove è rimasto sino al gennaio 2011. Aggregato agli Allievi Nazionali nerazzurri, che lo hanno rilevato in prestito con diritto di riscatto (attualmente è in comproprietà), il suo primo exploit risale alle fasi finali del campionato con tre gol, nella stagione scorsa è stato tra i giocatori che hanno fatto la doppietta tra Next Gen Series e Campionato Primavera, pur non recitando un ruolo da protagonista quanto quest’anno (era invece il leader della formazione Berretti campione d’Italia), quando si è messo in mostra come uno dei leader della formazione di Daniele Bernazzani che proprio sabato è incappata nel primo ko in campionato (guarda caso senza di lui, autore già di due reti). Nel frattempo, però, Stramaccioni ha iniziato ad aggregarlo con costanza alla prima squadra. E, dopo aver effettuato il ritiro con i “big”, ha anche fatto il suo debutto in Europa League contro il Rubin Kazan lo scorso 22 novembre. Novanta minuti seguiti a quelli nel match di chiusura contro il Neftchi Baku. Poi, ecco l’esordio in A alla prima casalinga del 2013, quando il tecnico interista lo ha preferito al 1993 Alfred Duncan. Con ottimi risultati.

LE CARATTERISTICHE – Il perché della scelta di Stramaccioni è presto spiegato. Duncan è il classico mediano da piazzare davanti alla difesa, un centrocampista prettamente di rottura. Benassi, invece, è un centrocampista moderno. Il suo ruolo preferito è quello di mezz’ala o da interno in una mediana a tre. Una posizione nel campo che gli permette di mettere in mostra tutto il proprio dinamismo e la capacità di inserimento. Dotato di buona tecnica e personalità, sa farsi valere tra le linee. Ma, come nel match contro il Pescara, ha dimostrato di essere anche valido in interdizione, aspetto sul quale, per sua stessa ammissione, deve ancora lavorare parecchio in modo da potersi imporre anche come da centrale in un centrocampo a quattro. A seconda delle fasi di gioco (quando spingeva Fredy Guarin il modulo passava da un 3-5-2 a un 3-4-3) è accaduto anche sabato sera, quando però ha potuto vantare di una guardia del corpo di tutto rispetto come Javier Zanetti, uno che “potrebbe essere suo padre”, come ha confessato con un sorriso Stramaccioni in conferenza stampa. Il discorso, comunque, è chiaro. L’Inter in questo momento ha bisogno di una mezz’ala che sappia unire qualità e quantità. E, in attesa che si possa tentare l’assalto a Paulinho, questo ragazzo che ha come idolo David Trezeguet ha sfruttato l’occasione con grande carattere e senza alcun timore riverenziale. Chissà che, alla fine, qualcuno non si convinca a puntare su di lui in pianta stabile. Se chi lo conosce bene e lo paragona a Claudio Marchisio non sbaglia, se ne vedranno delle belle.

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