Serie A - Nebbia e Chievo: la Roma cade a Verona

Nella nebbia, nel gelo e su un campo orribile si ferma a quattro la rincorsa al vertice della squadra di Zeman. A condannare i giallorossi è un rete di Pellissier a 3 minuti dalla fine. Chievo che trova così il terzo successo in altrettante giornate e si allontana così dalle zone basse della classifica

La Roma si perde nella nebbia di Verona e dopo 4 vittorie consecutive in campionato sbatte sul Chievo di Corini. I clivensi giocano una partita gagliarda, compatti nel primo tempo e attenti anche nella ripresa e passano con Pellissier che, subentrato dalla panchina, punisce la Roma a 3 minuti dalla fine con un gol alla sua maniera – scatto da posizione molto dubbia (la nebbia non ha permesso al replay di chiarire completamente l’accaduto) – regalando così il terzo successo consecutivo ai suoi e una classifica che li vede scappare dalla zona retrocessione. Per la Roma giornata no: Totti non illumina e Osvaldo si vede poco in area di rigore. Pesanti inoltre le ammonizione di Castan che diffidato salterà la sfida col Milan.

LA PARTITA – Gelo, Bentegodi semi deserto e campo orribile. Sono queste le premesse di un pomeriggio che si rivelerà ben poco emozionante per la Roma. La squadra di Zeman, infatti, incoccia su un Chievo tremendamente organizzato e galvanizzato dalle due vittorie consecutive in campionato. Il tema tattico per Corini è sempre quello: squadra compatta, pochissimo spazio da concedere agli avversari e maniacale attenzione in fase difensiva. Dall’altra parte la Roma, con Pjanic spostato largo sul fronte offensivo, si riscopre lenta e prevedibile e se i clivensi non impegnano praticamente mai Goicoechea, lo stesso di può dire per i giallorossi che dalle parti di Sorrentino ci arrivano solo con un paio di conclusioni dalla distanza di Totti e con un esterno della rete centrato in pieno da Osvaldo.

RIPRESA PIU’ PROMETTENTE - Creare meno emozioni del primo tempo è francamente difficile e l’avvio di ripresa, da questo punto di vista, è decisamente più convincente. Dopo 3 minuti infatti, Luca Rigoni, impegna Goicoechea con un colpo di testa dalla bandierina su cui l’estremo difensore uruguayo è fa sfoggio delle sue doti di reattività. E la Roma? La Roma resta quella del primo tempo, con Osvaldo bravo a salire di testa dopo un cross dalla destra di Pjanic ma meno nell’allungarsi il pallone nell’azione successiva.

NEBBIA E CAMBIA: ECCO I FATTORI - Poco, decisamente troppo poco per impensierire una squadra in salute come quella di Corini. Zeman allora, tra il 66’ e il 72’ prova a dare nuova linfa ai suoi con gli ingressi di De Rossi, Lamela e Destro. Sarà un fattore. Come lo sarà del resto la nebbia, di minuto in minuto sempre più fitta.

LA PUNIZIONE DI PELLISSIER - Sì perché a 10 minuti dalla fine Marquinhos si infortuna alla caviglia ma la Roma, a quel punto, non ha più cambi e più impegnata mentalmente a provare a costruire che a difendersi, viene improvvisamente beffata. Pellissier – come sottolineato in posizione parecchio dubbia – scatta nelle nebbia e brucia l’immobile retroguardia romanista, Goicoechea prova l’uscita disperata ma il bomber valdostano è bravo a evitarlo e mettere dentro il gol vittoria. La Roma si ferma l’, a quota quattro successi consecutivi; il Chievo sale invece a 3 e allontana per il momento gli spettri di una classifica fino a 3 settimane fa da brividi. Un bel regalo di natale ai pochissimi coraggiosi nella ghiacciaia del Bentegodi.

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