Serie A - Le pagelle di Lazio-Roma 3-2

Il migliore in campo all'Olimpico è Candreva, il peggiore è per distacco De Rossi: nei giallorossi si salvano solo Totti e Pjanic. Prestazione eccellente degli uomini di Petkovic, che stravincono a centrocampo. (foto AP/LaPresse)

La Lazio vince il terzo derby della Capitale consecutivo battendo 3-2 la Roma. Ecco le pagelle della partitissima della dodicesima giornata di Serie A.

=== LAZIO ===

Federico MARCHETTI 5: un pesante voto in meno perché ha macchiato una partita eccellente con l’erroraccio sulla punizione di Pjanic. Una topica che ha riportato la Roma nel match e per poco non è costato un derby.

Abdoulay KONKO 6: spinge pochissimo, ma almeno tiene bene sulla propria fascia, limitando le iniziative di Balzaretti e concedendo qualcosa soltanto nel finale. Non era poco, specie in queste condizioni meteo.

Giuseppe BIAVA 7: coppia perfetta con André Dias, una delle migliori del nostro campionato. Non concede nulla, cavandosela anche con le cattive.

André DIAS 7: cancella dal campo Osvaldo, non perdendo nemmeno i duelli in velocità. Semplicemente mostruoso.

Senad LULIC 6: non è al massimo e si vede. Ma dopo l’errore che provoca l’1-0 di Lamela si riprende e, seppur con prudenza, inizia anche a spingere sulla corsia mancina.

Al 58’ Stefan RADU 6: entra dopo uno stop di quasi sette mesi per tamponare e se la cava, anche perché da quella parte la Roma spinge piuttosto poco.

Stefano MAURI 7: mezzo voto in meno per l’ingenuità sul 3-1 che per un tocco di mano chissà quanto volontario porta la Lazio in dieci. Per il resto, è una partita fantastica, tra corse sulla fascia e un gol che vale il tris. A conferma di un inizio di stagione da paura. Salterà la Juventus al pari di Lulic, una perdita non da poco per Petkovic.

HERNANES 7,5: gran partita del brasiliano che anche nel momento più difficile non smette mai di provare la ripartenza e la conclusione. Memorabile l’azione solitaria che porta al 2-1 di Klose. Domina a centrocampo.

Al 75’ Christian BROCCHI: SV

Cristian LEDESMA 7: il direttore d’orchestra manda a memoria la lezione di Petkovic. Il tecnico aveva chiesto di “giocare da Lazio” e lui risponde con una regia essenziale e precisa. Tantissimi palloni smistati di prima, senza mai perderne uno. Chissà quanta nostalgia per uno dei suoi primi allenatori italiani, Zdenek Zeman.

Alvaro GONZALEZ 7: recupera palloni in quantità, si getta sempre negli spazi e tampona le ripartenze romaniste. Non è appariscente, ma macina chilometri alla grande.

Antonio CANDREVA 8: il re del derby. Corre come un dannato, partendo dalla corsia di destra ma svariando anche su quella sinistra. Pareggia con una punizione nella quale lo aiuta Goicoechea e non solo. Fa la differenza sempre e comunque, tamponando sulla corsia dove la Roma spinge di più con Balzaretti. Fantastico.

All’82 Loic CANA: SV

Miroslav KLOSE 7,5: secondo gol in tre derby giocati. Non sarà stato emozionante quanto quello segnato al 93’ nell’ultima stagione, ma di certo è roba rara quella stoccata da rapace d’area che permette ai biancocelesti di chiudere il primo tempo avanti 2-1. Stravince il duello a distanza con (il fantasma di) Osvaldo.

All, Vladimir PETKOVIC 8: se la gioca come sa. Chiudendosi quando la squadra deve chiudersi, attaccando quando c’è spazio. E con uno straordinario dominio fisico a centrocampo. Ha seminato bene, i risultati si vedono eccome. Chapeau.

=== ROMA ===

Mauro GOICOECHEA 4: commette un solo errore, ma è pesantissimo. Quell’intervento di pugno sul destro di Candreva è una topica impressionante che vanifica tutti i suoi recenti progressi. E, soprattutto, cambia il destino del derby.

Ivan PIRIS 4: non spinge mai e già questo è un problema se sei il terzino di una squadra allenata da Zeman. In più, regala a Mauri il pallone del 3-1. Ma siamo sicuri che valga la Serie A?

Nicolas BURDISSO 5: comanda la difesa più battuta d’Italia e si vede. Perde la testa appena le difficoltà (campo pesante e pressing laziale) aumentano. Rischia il rosso sul finire del primo tempo, viene graziato ma aiuta soltanto in parte il reparto. Serve di più.

MARQUINHOS 5: è il migliore del reparto, fatta eccezione per quel pallone fatto sfilare sul finire del primo tempo. Quello che permette a Klose di segnare il 2-1.

Federico BALZARETTI 5: ha il 50% della colpa sul gol di Klose, perché non effettua la diagonale sul tiro-cross di Hernanes. Spinge soltanto nel finale, la colpa più grande è forse questa. Per il resto della partita ha solamente remato inseguendo un incontenibile Candreva.

Michael BRADLEY 5,5: il migliore del centrocampo. Corre per quattro ed è uno dei pochi a recuperare palloni. Anche lui, però, cala nel momento di massima sofferenza, sul finire del primo tempo.

Daniele DE ROSSI 3: ancora una volta dimostra di sentire troppo il derby. Gioca maluccio davanti alla difesa, evapora con l’arrivo della pioggia e, quando la Lazio sorpassa, perde la testa andandosi a prendere il rosso per un gancio sinistro rifilato a Mauri. Se psicologicamente è in questo stato, viene davvero da chiedersi se sia giusto criticare Baldini quando parla di aperture a una sua eventuale cessione.

Alessandro FLORENZI 5,5: uno dei pochi a muoversi sempre, ma è anche vero che il più delle volte il motorino di centrocampo corre a vuoto. Zeman lo leva nell’ultima mezz’ora.

Al 63’ MARQUINHO 6: entra quando la gara è già andata. Ma aiuta non poco nell’impresa disperata di rimetterla in piedi. E se Osvaldo gli avesse lasciato quel pallone al 94’…

Erik LAMELA 6: segna un gran gol di testa anticipando Lulic, ma lascia sfilare Hernanes nell’azione del 2-1 di Klose. Non che difendere sia il suo dovere, resta comunque un errrore pesante. Zeman poi lo sacrifica per tenere meglio a centrocampo dopo l’espulsione di De Rossi.

Al 46’ Panagiotis TACHTSIDIS 5: entra per dare più equilibrio dopo l’espulsione di De Rossi. Non si capisce bene che cosa aggiunga. Se non il solito alto numero di passaggi sbagliati.

Pablo OSVALDO 4: un fantasma all’Olimpico. Gli bastano un paio di calcioni a inizio gara per intimorirlo, la forza di André Dias fa il resto. E al 94’ si divora il gol del possibile 3-3, altro pallone sbagliato dopo un colpo di testa facile facile fallito a metà ripresa.

Francesco TOTTI 6: l’unico che si salva in attacco. Si muove sempre, ci prova costantemente. Ma questa volta non basta. Zeman lo toglie nel finale, forse per limitare i danni.

Al 70’ Miralem PJANIC 6,5: entra per limitare i danni, ma per poco non riporta la Roma in partita. Segna un gol fantastico su punizione sfruttando un passaggio a vuoto di Marchetti ed esulta in modo polemico nei confronti di Zeman. Segnali di ripresa?

All, Zdenek ZEMAN 4: la sua Roma è una creatura troppo fragile. E la colpa è sì della qualità difensiva bassa, ma anche del “manico”.

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