Serie A - Pulici: "Juve al top, ma il Toro può vincere"

L'uomo che ha segnato più gol con la maglia granata nel derby della Mole ha fiducia nella squadra di Ventura: "Se pensa che sia una finale Mondiale e non guarda la classifica può vincere". E non teme la Juventus: "E' la squadra più forte, ma il derby è una gara singola e contano di più le motivazioni".

Se ci fosse anche lui al centro dell'attacco granata il trio Barzagli-Bonucci-Chiellini potrebbe già iniziare a tremare. “Puliciclone”, come veniva soprannominato, è stato l'uomo derby per eccellenza, tanto che con 13 reti all'attivo è ancora oggi il miglior marcatore del Torino nella storia del derby. In coppia con il suo gemello Ciccio Graziani, negli anni '70, sfidava in battaglie epiche la Juve di Capello, Scirea, Bettega, Causio, uscendone spesso vincitore. Con 172 gol è il re dei bomber con la maglia granata, l'unico del Torino ad aver vinto tre volte la classifica cannonieri della Serie A e l'autentico trascinatore dell'ultimo Scudetto, arrivato sotto la Mole nel 1976. Oggi Paolo Pulici insegna calcio ai bambini, nella Scuola della Tritium (Trezzo D'Adda, paese originario di sua moglie Claudia) che porta il suo nome, ma non smette di seguire con grande passione le vicende legate alla sua amata società.

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Pulici tifa ancora Torino?

Sarò sempre granata nel cuore. Oltre 15 anni con quella maglia non si possono dimenticare.

Chi vincerà il derby sabato sera?

Dire chi porterà a casa i tre punti è impossibile. Il derby è sempre una partita da tripla e il Toro ha le sue chance di vittoria. Anche perché sono quasi 20 anni che non ne vince uno (1-2 nel 1995 ndr).

Come possono battere l'armata di Conte i granata?

Devono giocare come fosse una finale Mondiale. In queste partite conta la motivazione, la voglia, la convinzione. Bisogna giocare ogni pallone come fosse l'ultimo. Solo così si può avere la meglio su una squadra forte e completa come la Juventus.

Chi può essere l'uomo decisivo?

Io mi auguro che sia Rolando Bianchi. Se lo merita per impegno e determinazione. E poi è il capitano e in queste gare deve dare qualcosa in più.

Crede che la Juventus risentirà della sconfitta con il Milan?

Assolutamente no. Ripeto: il derby è una gara che non fa testo. Se si gioca pensando ad altro si perde. Se i bianconeri non sono concentrati sulla partita rischiano grosso.

Qual'è il suo derby preferito tra quelli che ha giocato?

Tutti quelli in cui il Torino ha vinto. Ai miei tempi il derby lo si vinceva spesso. Se devo indicarne uno dico quello del 1975: 3-2 per noi con una mia doppietta.

E quello che ricorda meno volentieri?

Non ce ne sono. La rabbia per la sconfitta me li ha sempre fatti dimenticare in fretta.

Chi è l'erede di Pulici?

Non mi sono mai piaciuti i paragoni. Io avevo caratteristiche mie e ora ci sono attaccanti fortissimi che hanno le loro. Ognuno è unico e non paragonabile ad altri.

Perché non ha mai intrapreso la carriera da allenatore?

Ci ho provato a Piacenza, facendo il secondo di Battista Rota. Ma poi, parlando anche con lui, ho capito che non avrei avuto il carattere per farlo ad alti livelli.

Qual'è la prima cosa che insegna ad un bambino che arriva nella sua Scuola Calcio?

Che il calcio è divertimento, è un gioco. Se non ci si diverte e si gioca liberi meglio lasciar perdere. E dovrebbero ricordarselo anche i professionisti questo insegnamento. Chi pensa solo alla carriera non arriverà mai.

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