Serie A - Riecco Conte: "Pretendo rispetto"

Il tecnico bianconero è tornato a parlare in un attesissimo evento sul profilo Twitter del club: ha risposto alle domande dei tifosi mandando un chiaro messaggio a tutto il mondo del calcio e toccando tutti i temi più stretti dell'attualità. (foto AP/LaPresse)

Dallo scudetto alla prima sconfitta in campionato, dalla Champions alla panchina su cui vorrebbe tornare a sedere al più presto, dal suo amore per la Juve al rapporto con Andrea Agnelli. In silenzio dalla fine del processo sportivo sul calcioscommesse, dopo la conferenza stampa in cui attaccò Palazzi e la giustizia sportiva, Antonio Conte torna a parlare. Lo fa in una video-chat con i tifosi della Juventus, in attesa di finire di scontare la squalifica poi ridotta dal Tnas, e ha deciso di farlo col pubblico bianconero "che insieme alla mia famiglia e alla mia società siete state le persone più vicine in questo periodo di lontananza dalla panchina".

E in attesa del 9 dicembre, quando contro il Palermo riprenderà il suo posto in cabina di comando, Conte scalpita, tanto che, a chi gli chiede quanto gli manchi la panchina, replica ironico: "Me ne sono fatta costruire una casa da mia moglie, la sera, quando vedo la tv, mi siedo sulla panchina e ogni tanto faccio venire qualcuno dello staff per litigare. Il contatto della partita con i giocatori, con i tifosi, con gli arbitri mi manca. Per fortuna ho dei collaboratori ottimi e dei calciatori molto responsabili che sono prima degli uomini e poi dei professionisti che mi stanno aiutando molto e stanno aiutando molto la Juve".

Il tecnico leccese confessa di aver "attraversato dei momenti molto difficili, nei quali non riuscivo a trovare un perché e mi è stato di grandissimo aiuto il fatto di avere il sostegno, oltre che della mia famiglia, di una persona come Andrea Agnelli che mi ha dimostrato fiducia incondizionata su tutto". Per Conte la Juventus "è un'emozione forte", "tutte le vittorie con la Juve hanno avuto un sapore particolare, un sapore bello ma scelgo l'ultimo scudetto perché è stato il mio primo da allenatore e da' un sapore enorme, molto di più rispetto a quando ero calciatore. Vincere al primo anno da allenatore lo scudetto da imbattuti, fare la finale di Coppa Italia e vincere la Supercoppa Italiana è qualcosa che solo nei sogni migliori mi sarei potuto aspettare". Adesso i tifosi vogliono la Champions.

"C'è una strada da percorrere, noi abbiamo preso una scorciatoia fatta di lavoro e sudore che ci ha permesso di vincere lo scudetto. Ora siamo tornati in Champions ma c'è sempre una strada da percorrere - ricorda Conte - Mancini ha detto che al Manchester City servono 10 anni per vincerla, Ancelotti che al Psg ne servono 5, allora alla Juve, in proporzione agli investimenti, forse non la vinceremo mai. Ma il calcio non è fatto solo di soldi, dobbiamo lavorare, bisogna avere pazienza". I bianconeri sono ancora in corsa nonostante il passo falso in Danimarca. "Non bisogna guardarsi indietro ma guardare avanti, pensare alla Lazio, un impegno probante, e successivamente al Chelsea. Il pareggio c'è stato, è stato ingiusto ma abbiamo tutte le carte in regola per andare avanti", dice ancora il tecnico, che ha voluto dire la sua su quanto accaduto in sala stampa mercoledì scorso.

"Bisogna essere più educati e più rispettosi tutti quanti, la Juve gioca un bel calcio, per 49 partite e' stata imbattuta, da più di venti partite è in testa al campionato, ha il miglior attacco e la miglior difesa - attacca - Ma vedo solo grande tifo tra i giornalisti e questo mi dispiace molto". "Mi dispiace quello che è successo in Juve-Nordsjaelland, ho sentito un boato in sala stampa, ho sentito gridare ed esultare, ho visto dei professionisti fare i tifosi, che esultano per una squadra estera. Io non ero nervoso, ma mi ha dato fastidio quella mancanza di rispetto, mi sono vergognato per quelle persone".

Pronto a diventare il Ferguson bianconero ("appena arrivato alla Juventus Andrea Agnelli disse che se lo augurava, finché avrò entusiasmo e passione sarò alla Juventus, nel momento in cui dovesse mancarmi questo sacro fuoco che ho dentro sarò il primo ad andare dal presidente a dirgli di cambiare"), Conte replica a chi gli rimprovera di non dare continuità agli attaccanti che "i risultati sono la migliore risposta in assoluto. Abbiamo 5 attaccanti, continuità significa far giocare per 2-3 partite la stessa coppia di giocatore e quindi lasciare in panchina gli altri 2-3 e così i conti non quadrano. Non ci sono gerarchie assolute, ho attaccanti con caratteristiche diverse ma che si equivalgono tutti, è inevitabile che si cerchi sempre la polemica ma ho avuto buone risposte da tutti".

Dall'allenatore bianconero anche elogi per Pogba, lasciato a casa per la trasferta di Pescara per essere arrivato due volte in ritardo agli allenamenti: "Ha delle doti, dei mezzi straordinari, sta a lui e sta a me cercare di farlo crescere e di crescere per diventare un campione. E' un ragazzo che ha voglia di imparare, lo noto per come si sforza di imparare l'italiano. Deve non perdere mai la bussola ma lo dico a tutti i ragazzi, e' un potenziale campione, un potenziale numero uno a livello mondiale".

Nessun dubbio sulla professionalità del francese perché "quando decidiamo di investire su un calciatore chiediamo se abbia requisiti umani importanti perché nei momenti di difficoltà emerge l'uomo, se abbiamo una squadra fatta di uomini vinciamo". E in questo senso una cosa Conte ci tiene a chiarirla: i bianconeri sono sempre affamati.

"La Juve la fame non l'ha mai persa, forse in alcune partite eravamo meno intensi, meno cattivi, meno determinati ma era più un atteggiamento inconscio - spiega - la squadra ha vinto e si sente forte e questo ha portato a dimenticare che non dobbiamo mai perdere la nostra intensità. Complimenti all'Inter che ci ha battuto e che sta facendo cose straordinarie, che vinca il migliore tra noi, loro, la Lazio, il Napoli, la Fiorentina, la Roma e il Milan. Sono tutte squadre attrezzate, se però riusciamo a essere sempre intensi abbiamo buone chance di ripeterci".

Conte ha belle parole per Asamoah, di cui dovrà però fare a meno durante la Coppa d'Africa ("ma ci sono De Ceglie, Giaccherini e Pepe che possono sostituirlo"), ricorda i trascorsi da giocatore ("Maradona il più forte che abbia mai affrontato e Messi è sulle sue orme") e ringrazia Del Piero "per quello che ha fatto l'anno scorso, per come si è comportato, è stato fondamentale per me e per il gruppo. Sono contento che abbia trovato la sua gioia nel giocare in Australia, lo seguo, è un protagonista assoluto e non poteva essere altrimenti". Infine una battuta sull'imitazione che di lui fa Crozza: "Mia moglie quando mi vede arrabbiato continua a dirmi 'agghiacciante, agghiacciante'...".

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