Spengler Cup - Vivere la Spengler, il Team Canada

Gli appassionati svizzeri tifano per gli stranieri della loro squadra, questo fa del Team Canada la squadra più applaudita

Cos'è Il Team Canada

Grossomodo il Team Canada è la selezione dei giocatori canadesi di base in Europa. Non sempre e non esattamente, perchè arrivano anche rinforzi “apposta”, come quest'anno Maxime Talbot dei Flyers e forse Sidney Crosby. Nel gergo delle tribune si dice spesso “sono i canadesi che giocano in Svizzera”, facendo un piccolo torto numerico a quelli che arrivano dalla DEL tedesca o dai paesi baltici, purtroppo non dall'Italia.

La più tifata

Gli appassionati svizzeri tifano per gli stranieri della loro squadra, questo fa del Team Canada la squadra più applaudita. Ovviamente nei Grigioni si adora il Davos, altrettanto automatico che quest'anno nella Sarine si tiferà per la neo-entrata Friborgo, ma il resto della Confederazione “segue i suoi” canadesi.

Da notare e ricordare che gli “import”, gli stranieri, del campionato svizzero, la NLA, sono pochi e hanno un ruolo decisivo, agonisticamente e affettivamente. Se non rendono e non si integrano durano poco, ma spesso si tratta di vere e proprie “adozioni” da parte dei club.

Possono essere al massimo 4 sul ghiaccio, qualche squadra ne tessera di più e li fa ruotare. Ci sono alcune“doppie licenze” (il record è del Lugano con 8), ma nel paese della Spengler gli stranieri (che ovviamente non sono solo canadesi) non arrivano a mandrie tanto per riempire le linee, anzi. Anche questo concorre al paradosso della squadra americana percepita quasi come “roba di casa”.

Le famiglie

Certo che guadagnano soldi i canadesi alla Spengler, ma il fatto di rinunciare a una pausa preziosa per i muscoli o a un ritorno in Canada ha anche altre implicazioni, soprattutto umane. I giorni per sorvolare l'oceano per le feste sono pochi, i voli costosi e troppo lunghi, soprattutto per chi ha figli piccoli. Così la Spengler diventa una maniera per vivere un Natale-rimpatriata. Mentre i giocatori si allenano, le famiglie vanno a sciare, o girano per il paese, i figli ne approfittano per conoscersi, selezionarsi per età e fare baccano nella loro lingua. I padri, che durante l'anno si spalmano vicendevolmente sulle balaustre, fanno la doccia di corsa e si ritrovano tutti in albergo con mogli e figli.

Qualcuno ne approfitta per farsi raggiungere anche dai genitori: “ti mando i soldi per il biglietto”. Così ha fatto Mark Messier l'anno scorso.

Mark Messier, il vecchio e lo spogliatoio

La superstar di Edmonton, New York e Vancouver è stato nominato assistente allenatore del Team Canada, la nazionale che ha onorato per anni. Diciamolo chiaro: è stata una mossa pubblicitaria. “The Hockey Messiah” è atterrato in Europa senza conoscere nemmeno un nome dei giocatori che avrebbe “allenato”, ma l'abitudine di mandare grandi nomi dal Canada fa parte del programma federale per rimarcare che il “TC” è una vera nazionale canadese. E a noi europei va bene così.

La sera prima di San Pietroburgo-Dinamo Mosca il padre di Messier girava per la Vaillant arena scherzando con gli inservienti. Mio figlio dodicenne sbirciava negli spogliatoi per intravedere i bastoni e i rotoli di nastro: “Vieni dentro che vedi meglio, poi ti faccio conoscere mio figlio che è stato un buon giocatore, è alto e pelato come tuo papà” gli ha detto il “vecchio” Messier.

Così funziona la Spengler. Eppure il tasso di agonismo resta alto, e per qualche nordamericano si tratta di una imperdibile occasione di rilancio.

Guardatemi”

Qualche Canuck che si ritiene scartato troppo presto dalla NHL (capita) usa la Spengler per farsi rivedere e rivalutare grazie alle immagini che arrivano tramite TSN in Canada, uno dei pochi paesi che segue il torneo di Davos tramite un canale proprio e non Eurosport 2.

A volte funziona.