Tennis - Troppo caldo a Sydney, ma i secondi restano 25

Tra un servizio e l'altro, va rispettato il tempo limite, pena avvertimenti e sanzioni. Eppure in australia si suda tanto e qualcuno si sente anche male. Bere può non essere sufficiente, ma il tempo per l'asciugamano non può essere allungato

Di recente è passata la tanto temuta regola dei 25 secondi. In che cosa consiste? Ogni tennista ha 25 secondi di tempo tra uno scambio e l'altro per rendersi disponibile a giocare. Materialmente, chi è al servizio e non rispetta i tempi incorre prima in un warning alla prima violazione e poi un “fault” (ossia gli viene tolta la possibilità di avere a disposizione due tentativii, slittando direttamente alla seconda di servizio), mentre chi risponde avrà prima un warning e poi un punto di penalizzazione.

Questa decisione era quasi inevitabile: certe partite di tennis sono interminabili non solo per colpa del gioco, ma a volte anche per le pause eccessive che si prendono i giocatori e le giocatrici, non rispettando mai una regola che già esisteva (ma mai applicata), e rendendo questo sport meno "televisivo" di quanto potrebbe esserlo.

Feliciano Lopez è stato il primo a lamentarsi dopo aver incassato un "fault", ma la polemica vera è arrivata da Gael Monfils, che a Doha, dopo il richiamo, ha voluto fare dell'ironia forse anche di cattivo gusto: "Sudo molto perché sono nero".

Qualcuno invoca clemenza e chiede più elasticità nell'applicazione della regola: a Sydney, infatti, sudare è praticamente impossibile. Un'ondata di caldo ha investito l'Australia e Galina Voskoboeva si è persino sentita male. Anche gli altri, però, sono in difficoltà e l'organizzazione è corsa ai ripari mettendo a disposizione degli atleti alcuni ventilatori per cercare di limitare il danno.

Chissà che cosa accadrà a Melbourne per il primo slam dell'anno? Victoria azarenka, numero 1 del mondo, nel 2009 agli Australian Open si era già sentita male per le alte temperature e si era tristemente ripetuta agli US Open nel 2010. Il caldo può essere davvero pericoloso, perciò forse i giudici di sedia chiuderanno un occhio, anche se le direttive non sembrano essere così tolleranti.

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