Tour de France - Contador: “Il Giro mi si addice, ma il Tour…”

Il corridore spagnolo svela in parte i suoi programmi in ottica 2013. “Il percorso del Giro d’Italia devo ammettere che mi si addice molto – spiega Contador –, ma se dovessi dire adesso a quale corsa prenderei parte nel 2013 direi Tour de France. Come preparo le corse? Partecipo solo alle gare che penso di poter vincere. E’ una filosofia che mi sono imposto da quando ho iniziato a correre”

Alberto Contador esce allo scoperto e svela i suoi programmi in vista del 2013. Niente Giro d’Italia, farà il Tour de France. Ovviamente per vincerlo, perché lui ha dimostrato di saper fare praticamente solo quello. A spiegarlo, ai taccuini di “Procycling”, è lo stesso fuoriclasse spagnolo che spiega da cosa è spinto durante le corse: “L’unica cosa cui penso quando corro è vincere”.

CORRERE PER VINCERE - Quella di Contador sembra una frase banale, in realtà è la base del suo essere corridore. Ogni anno, infatti, lo spagnolo prepara gli appuntamenti importanti (vedi Giro, Tour e Vuelta) partecipando solo alle corse che pensa di poter vincere. E come lui ha deciso di fare anche Bradley Wiggins, l’ultimo vincitore del Tour de France. “E’ una filosofia che adotto fin dal mio primo anno da professionista – conferma Contador –. Ho sempre lavorato così e continuerò a farlo. Se decido di prendere parte a una corsa è perché penso di vincerla. Non riesco a considerarla in altro modo”.

GIRO + VUELTA: LA SCELTA PIU’ FACILE - Dopo essere tornato a vincere la Vuelta di Spagna, Alberto Contador vuole adesso tornare a vestirsi di giallo al Tour de France, corsa che lo spagnolo ha già conquistato tre volte (un successo però, quello del 2010, gli è stato revocato per la nota vicenda del clenbuterolo). I dubbi, a questo punto della stagione, sono i soliti: cosa fare? Giro, Tour, entrambi? E la Vuelta, la corsa di casa? “Per il momento non ho ancora parlato con il team – ha spiegato –, vogliamo valutare bene i percorsi di tutti e tre le grandi corse a tappe, ma il Giro ha un tracciato che mi si addice molto. Sulla carta non mi sento di escludere nessuno dei tre. Giro e Vuelta sono molto distanti l’uno dall’altra, questa teoricamente è la scelta più facile. Scelta che ho già fatto nel 2008 (ha vinto entrambe le corse, ndr)”.

AL TOUR SERVE EQUILIBRIO: COME NEL 2007 - Il Tour de France merita un capitolo a parte. Qualcuno ha detto che il percorso di quest’anno lo favorirebbe, ma Contador non è d’accordo. “Un Tour nelle mie corde deve essere un Tour normale, con un mix di tutte le specialità. Lo scorso anno è stato diverso, non è stata una grande corsa, ci sono stati troppi chilometri a cronometro e questo ha fatto la differenze. La classifica generale era già stabilita da tempo. Mi ha ricordato un po’ la mia prima vittoria al Tour, nel 2007. Anche in quell’occasione c’erano tanti chilometri di cronometro, 115 (nel 2012 sono stati 100, ndr), ma allo stesso tempo c’erano anche tante tappe di montagna per bilanciare la corsa; Plateau de Beille, Peyresourde, Aubisque. Gli specialisti delle cronometro in queste occasioni potevano essere attaccati, cosa che invece è mancata nel 2012. A rimetterci è stato lo spettacolo e ovviamente la corsa in sé, perché non c’era nessuno che attaccava”.

IL TOUR NEL DESTINO - Con lui, ovviamente, sarebbe stato tutto un altro Tour de France. Ecco perché – alla fine – la voglia di tornare a vincere la Grande Boucle potrebbe pesare tantissimo nella sua decisione finale. Una decisione, per certi versi già definitiva, traspare già da queste sue dichiarazioni, nonostante lo spagnolo si sforzi di non ufficializzare nulla. “Se il Tour mi attrae meno che in passato? Penso prima a me stesso, e a divertirmi in bicicletta. Ovviamente poi devo e dovrò considerare che il Tour de France sia la corsa più importante del mondo, ma anche Giro e Vuelta sono corse che attraggono. La scelta su quale delle tre correre sarà presa insieme alla squadra. Se farò il Tour l’anno prossimo? Dovessi dire adesso a quale corsa prenderei parte, questa sarebbe il Tour”.