Tour de France - Wiggins cambia idea: “Voglio il secondo Tour”

Il corridore britannico cancella le sue dichiarazioni di qualche tempo fa e rivela la sua volontà di provare a vincere il secondo Tour de France di fila. “Non so se sarà possibile centrare il traguardo - spiega Wiggins -, ma vorrei provare a farlo”. Cosa ne penserà Froome, che fino a pochi giorni fa era convinto che il Team Sky avrebbe puntato su di lui?

Clamoroso marcia indietro di Bradley Wiggins. Il corridore britannico, vincitore dell’ultimo Tour de France e medaglia d’oro olimpica a cronometro, cancella l’Italia dai suoi programmi in vista della nuova stagione. E dire che, proprio in occasione della presentazione del Tour de France 2013, aveva spiegato ai giornalisti di volersi mettere alla prova al Giro d’Italia.

“Cercherò di vincere un secondo Tour de France - rivela Wiggo alla BBC Radio 5 live -, possibile che andremo in Francia con due leader. Il mio obiettivo sarà quello di conquistare la Grande Boucle per la seconda volta. Non so se sarà possibile centrare il traguardo, ma io vorrei provarci”.

Chissà cosa ne penserà Christopher Froome, il ‘britannico di Nairobi’ che lo scorso anno aveva dato tutto se stesso per il capitano e che sperava nel 2013 di potersi giocare la sua chance di vittoria, magari proprio con l’aiuto di Wiggins. Perché questi, almeno fino a poche settimane fa, erano i piani in casa Sky.

A esporsi era stato anche Dave Brailsford, il direttore sportivo della squadra britannica: “Il Giro d’Italia sarebbe un buon obiettivo per Bradley, e così facendo lascerebbe a Froome la possibilità di concentrarsi sul Tour da capitano designato”.

Una decisione definitiva non è ancora stata presa. La conferma arriva direttamente da Wiggins: "Non ho ancora fatto una scelta definitiva sul Giro d'Italia. Ne dobbiamo ancora parlare con la squadra e lo faremo nei prossimi mesi". Certo è che quello che sta vivendo il Team Sky non è un momento tranquillo: il dietrofront di Wiggins potrebbe creare problemi all’interno del gruppo e soprattutto incrinare i rapporti tra lui e Froome, suo gregario (di lusso) fidato al Tour del 2012 che potrebbe sentirsi tradito quando ormai tutti, compagni e direzione societaria, erano entrati nell’ottica che il leader alla Grande Boucle 2013 sarebbe stato lui.

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