Una stagione da incorniciare

Ripercorriamo un inverno straordinario per i nostri sport invernali, in particolare per lo sci alpino

Si è chiusa domenica una stagione assolutamente straordinaria per i nostri sport invernali sotto l'egida della Fisi, in particolare per lo sci alpino. Nel corso dell'inverno i nostri sciatori e le nostre sciatrici hanno ottenuto nove vittorie e 25 podi complessivi, questa cifra non la raggiungevamo da ben 11 anni, inoltre Manfred Moelgg e Denise Karbon hanno conquistato le coppe di slalom maschile e di gigante femminile, due trofei di specialità nella stessa stagione non li intascavamo dal 1995.

Cosa dire di Moelgg? L'azzurro di San Vigilio di Marebbe ha una continuità di rendimento impressionante che gli ha fruttato anche il terzo posto nella graduatoria di gigante e il quarto nella generale di Coppa del Mondo: arriva al traguardo di una manche di slalom e gigante da oltre due anni e in questo periodo solo per tre volte non si è qualificato per la seconda manche, nessuna quest'anno! A Kranjska Gora poi è arrivata anche la vittoria tra i pali stretti e la stessa cosa accadrà probabilmente l'anno prossimo, ma tra i pali larghi, alla sorellina Manuela la quale, specialmente in gigante, ha la stessa continuità di rendimento di Manni.

Della Karbon abbiamo già detto tutto, quella nel gigante di chiusura a Bormio per lei è stata solamente una passerella. Si è rivelato Werner Heel, primo e terzo nelle due discese di Kvitfjell, anche Chiara Costazza e Max Blardone hanno all'attivo una vittoria ma mentre la trentina può fare ancora meglio l'anno prossimo, l'ossolano ha manifestato propositi di ritiro dopo essere uscito di gara a Bormio. Un plauso enorme a Nadia Fanchini, tornata miracolosamente sul podio dopo quasi un anno di guai a raffica che avrebbero steso un toro.

Complimenti vivissimi anche a Claudio Ravetto e a Michael Mair, che hanno guidato alla perfezione la squadra maschile e femminile. Nel complesso un team forte in quasi tutte le discipline, ovviamente l'auspicio è che i ragazzi, considerando anche le scarse risorse economiche della federazione, sappiano ripetersi l'inverno prossimo che vedrà come appuntamento clou i Mondiali di Val d'Isere. Intanto, quest'anno un oro l'abbiamo preso ai Mondiali juniores di Formigal, in discesa con l'altoatesino Hagen Patscheider, e un argento in slalom con Jacopo Di Ronco.

Bene ma non benissimo il fondo, con nove podi e due vittorie, di Valerio Checchi e Pietro Piller Cottrer. Alla grande invece il biathlon femminile con Michela Ponza che ha raccolto quattro podi nei quattro diversi format di gara piazzandosi nella top ten della classifica generale di Coppa del Mondo e con Dorothea Wierer che ha vinto l'oro nell'individuale ai Mondiali juniores di Ruhpolding. Nello slittino Armin Zoeggeler ha fallito i Mondiali ma ha vinto il suo secondo oro europeo e la sua settima Coppa del Mondo, Oberstolz e Gruber nel doppio sono arrivati secondi in Coppa e primi agli Europei. Nel bob a due un successo parziale per Simone Bertazzo, primo a Cesana Pariol.

Nella combinata nordica, straordinario oro nella Gundersen dei Mondiali juniores di Zakopane per Alessandro Pittin. Nello snowboard primo trionfo assoluto in un halfpipe di Coppa del Mondo per Manuel Pietropoli, vincitore a Bardonecchia, mentre Roland Fischnaller, il fidanzato di Denise Karbon, ha conquistato due piazze d'onore nel gigante parallelo. Nel freestyle due podi per Deborah Scanzio, infine nel salto femminile argento ai Mondiali juniores per Elena Runggaldier. Insomma, un bilancio niente male per una federazione in grossa crisi e la cosa bella è che i giovani promettono di fare grandi cose anche da senior.